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Natale in azienda per i dipendenti dell’Ave Industries

 SPINEA. Pranzo di Natale in fabbrica per un centinaio di lavoratori di Ave Industries. L’azienda resta occupata, presidiata a turno, giorno e notte, dai dipendenti che non hanno accettato le condizioni di acquisto avanzate dal gruppo trevigiano Della Toffola. Auguri stringati e davvero pochi sorrisi nel reparto di produzione dello stabilimento di via Costituzione, dove i lavoratori hanno «festeggiato» il Natale solo con un panettone e qualche bottiglia di spumante. Alcuni dipendenti hanno portato in azienda anche i famigliari, che hanno deciso quindi di condividere la battaglia dei lavoratori.
 Insieme ai dipendenti anche alcuni sindacalisti. Domani potrebbe essere un’altra giornata di tensione ai cancelli di Ave: la proprietà avrebbe manifestato l’intenzione di far entrare alcuni impiegati per procedere a dei pagamenti, i sindacati non ne vogliono sapere: «Entrano solo per pagare gli stipendi, altrimenti non se ne fa nulla» avverte Gianni Fanecco, segretario generale della Fim-Cisl Venezia. Lo sciopero e l’occupazione dunque continuano a oltranza, come proclamato martedì dai sindacati subito dopo la rottura della trattativa e da domani il picchetto potrebbe diventare vero e proprio blocco delle merci. Mancano ormai pochi giorni alle scadenze cruciali: entro fine anno le parti dovrebbero giungere al concordato, altrimenti a Spinea arriverà il commissario. L’acquirente ha però messo come condizione il fatto che gli esuberi, che riguardano 65 lavoratori su 118, rimangano in carico ad Ave. Non solo: per questi lavoratori Della Toffola chiede un atto legale di liberatoria, rifiutando anche un periodo di cassa integrazione per gestire meno traumaticamente gli esuberi. I sindacati hanno dichiarato di essere disponibili a parlare di esuberi e mobilità, ma sugli strumenti per gestirli c’è un abisso tra le parti. Ora si spera in una convocazione al Ministero, in caso contrario in fabbrica i 118 dipendenti ci passeranno anche il Capodanno. Fino a qualche anno fa l’azienda era uno delle più rinomate dell’area industriale del Miranese.
- (Filippo De Gaspari)