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San Benedetto riparte da Scorzè

 SCORZE’. «Nonostante la crisi, l’azienda ha tenuto. Il fatturato dovrebbe essere in linea con quello del 2008, di oltre 630 milioni di euro. Ora ci aspetta la riorganizzazione del lavoro». Commenta così questo 2009 il direttore del personale di San Benedetto, Franco Favaro, dopo dodici mesi intensi, che hanno visto gli operai scioperare contro la politica aziendale prevista nel 2010-2011.
 Un anno difficile, dove per la prima volta i lavoratori hanno incrociato le braccia in più occasioni, l’ultima venti giorni fa. «E’ stato un 2009 - spiega Favaro - molto difficile, con un mercato schizzofrenico. Abbiamo avuto variazioni di ordini nell’arco di pochi giorni però siamo riusciti a tenere. Per affrontare la crisi abbiamo ridotto gli sprechi e investito sulla pubblicità. Ora ci aspetta una fase riorganizzativa della fabbrica che durerà qualche anno. A gennaio partiremo con la cassa integrazione non per la crisi ma proprio per rivedere tutto il lavoro. Il Ministero ha detto sì al nostro piano per il biennio 2010-2011, chiedendoci d’investire di più rispetto al 2008-2009 e lo faremo con 30 milioni di euro. Nessuno sarà licenziato. Le uniche uscite arriveranno dalle “finestre” e già una ventina di dipendenti ha chiesto informazioni. Nei prossimi anni dovremmo migliorare il sistema informatico, formare di più il nostro personale. Pensiamo ad acquisire o aprire nuove fabbriche in Italia, tipo in Basilicata, e nell’Est europeo ma Scorzè resterà la base, il cuore della fabbrica». Parole di rassicurazione arrivano anche per la fabbrica di Paese, dove vi lavorano 130 operai. «Il futuro - continua Favaro - sarà senza gli stagionali, che poi erano meno di dieci, ma punteremo sui dipendenti in organico». Favaro interviene anche sull’incidente avvenuto il 10 dicembre nel reparto cernita pallet, dove Gilberto Tortello, dipendente di una cooperativa esterna, è stato investito da un muletto di 3,5 tonnellate. «E’ una zona - chiarisce - dove possono accedere solo gli operai della cooperativa. Si è trattato di un duplice errore umano. Entrambi hanno compiuto delle manovre che non dovevano fare».
- (Alessandro Ragazzo)

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