10 dicembre 2009 —
pagina 26
sezione: Provincia
SPINEA. Titoli di coda per il cinema «Ai bersaglieri», a fine anno la storica sala chiuderà i battenti. La decisione è ormai presa: sui locali di proprietà della famiglia Nalesso pende lo sfratto e dopo lanno più nero, con utili quasi azzerati e perdite senza precedenti, il cinema sparirà da Spinea. Crisi del mercato cinematografico certo, ma anche concorrenza spietata dei multisala.
A cominciare dallultimo arrivato, il cineteatro di Mirano, che ha polarizzato la clientela di tutto il comprensorio.
Ma qualcosa sembra essersi rotto anche in città. A gettare la spugna oggi è il giovane gestore Daniele Manente, costretto a lasciare le redini dopo soli tre anni. «E mancato lappoggio del Comune - spiega - economico, certo, ma non solo. Non cè stata la volontà di mantenere in vita un cinema a Spinea. Ci è sempre stato detto che non cerano soldi e va bene, poi però in municipio vengono coperti tavoli di pubblicità delle iniziative a Mira, Mirano e Mestre».
Oggi la concorrenza feroce si spartisce un mercato ormai in picchiata sotto i colpi di Internet. «Paghiamo duemila euro una nuova uscita - spiega Manente - per proiettarla due settimane, ma nello stesso tempo il film è già gratis in rete per chi sa dove scaricarlo. Qui sale piene non si vedono da anni. Puntare sul teatro? Abbiamo proposto una stagione coi fiocchi: a Spinea potevano venire personaggi come Paolo Rossi e Paolo Villaggio. Servivano 30 mila euro per fare un cartello di sicuro richiamo, il Comune non ne ha voluti dare neanche 9 mila e così anche gli sponsor si sono scoraggiati. Convegni e serate a tema? Cè il teatro Barbazza che costa meno. Non ci si crede, peccato, mettiamocela via». E mortificato Manente, che nel 2007, a soli 26 anni, ha vinto anche il premio come miglior gestore al Festival del cinema di Venezia e ora si ritroverà disoccupato come tanti suoi coetanei. Anche perché col cinema se ne andranno tutte le attività da lui messe in piedi, a cominciare dal laboratorio artistico Ertàs, con una dozzina di ragazzi coinvolti in mostre e altre iniziative culturali. «Bastavano 10-15 mila euro lanno per permettere al Bersaglieri di sopravvivere - aggiunge Manente - in tre anni è stata stipulata col Comune solo una convenzione da 6 mila euro, più qualche incontro».
Adesso resta giusto il tempo per congedarsi dal pubblico. Lultima proiezione, con gli immancabili «cinepanettoni» di Natale, sarà il 30 dicembre, poi il cinema chiuderà per sempre. A Spinea però è già scattata la mobilitazione. Su Facebook è nato anche un gruppo che ha raccolto finora 350 adesioni, nel disperato tentativo di salvare unesperienza che in città dura ormai da oltre 60 anni.
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(Filippo De Gaspari)