Firme contro la discarica anche in bar e negozi

MARGHERA. Sono già 6 mila le firme raccolte contro il progetto della Ste di realizzare una piattaforma di stoccaggio di rifiuti tossici all'interno del Petrolchimico. Associazioni, comitati, singoli cittadini e perfino da gestori di bar e negozi di Marghera, contano di arrivare a 10 mila.
Una mobilitazione spontanea e partecipata come questa non s'era mai vista, se non in occasione - anni fa - del referendum contro la permanenza delle industrie del ciclo del cloro (cvm/pvc) a Marghera. «Non ci aspettavamo una reazione cosi decisa e massiccia della gente contro il tentativo di realizzare a Marghera una nuova mega-discarica tossica da oltre 100 mila tonnellate annue e la riattivazione di un inceneritore industriale oggi spento a causa della chiusura di sempre più produzioni», dico gli stessi dirigenti dei Verdi veneziani e i militanti di associazioni e comitati molto attivi a Marghera, come quella intitolata a Gabriele Bortolozzo, Medicina Democratica e l'Assembela Permenente.
Le 6 mila firme raccolte a tutt'oggi sono il frutto non solo della raccolta organizzata nei mercati e in piazza a Marghera e Mestre (che il prossimo fine settimana si ripeterà), ma anche dell'iniziativa spontanea di singoli cittadini, baristi e negozianti, che per loro conto hanno promosso la petizione «anti-discarica tossica» raccogliendo centinaia di firme dietro il bancone del loro esercizio.
Giovedi sera prossimo, in Municipio a Marghera, è prevista una nuova riunione per fare il punto non solo sulla raccolta di firme contro il progetto della Ste, ma anche per avviare nuove iniziative contro la «delibera della giunta regionale» che autorizza la concessionaria Sifa ad acquistare la piattaforma ambientale che comprende l'inceneritore Sg31 del Petrolchimico, oggi fermo per mancanza dei rifiuti prodotti dalle industrie che hanno chiuso l'attività negli ultimi anni. «E' la delibera dell'agosto scorso della giunta regionale ad autorizzare il progetto di riutilizzo e potenziamento dell'Sg31» dice il consigliere regionale dei Verdi, Gianfranco Bettin annunciando nuove mobilitazioni per chiedere che detta delibera venga «modificata». (g.fav.)