Stop al recupero dell'Osellino i lavori slittano al 2011 colpa dell'iter burocratico

FAVARO. Escavo dell'alveo Osellino? «I lavori non partiranno prima del 2011». La partita è consistente, la prima tranche (da via Colombo all'ex area dei fosfogessi) da 10 milioni di euro è coperta, perché il progetto del Consorzio di Bonifica Dese Sile è già finanziato, eppure prima di vedere qualche macchina al lavoro, si dovrà attendere ancora un bel pezzo. Motivi?
Il reperimento dei pareri, le diverse commissioni che devono vagliare l'intervento. «Attualmente il progetto - spiega il consigliere provinciale del Pd Lionello Pellizzer, è in Regione al vaglio della commissione di Valutazione di Incidenza ambientale, ma non si sa quanto ci rimarrà, sicuramente qualche mese». E di seguito la trafila è ancora lunga prima di poter avviare la gara d'appalto, che trattandosi di svariati milioni di euro non ha una tempi scita veloce. «Troppo tempo - prosegue Pellizzer - sono 10 anni che se ne parla. Ci auguriamo che la commissione regionale lo valuti al più presto e lo licenzi quanto più velocemente possibile, anche perché attorno all'escavo dell'Osellino c'è una grande aspettativa da parte di tutti. Sia dal punto di vista idrogeologico perché le sponde sono mal messe, ma specialmente perché ripulire il canale significa avviare il risanamento della gronda lagunare e degli argini». Prosegue: «Senza il risanamento dell'Osellino non si può pensare ad una riqualificazione dell'affaccio lagunare con tutti i progetti che attorno ad esso ruotano». Specialmente adesso che alcune bonifiche come l'ex discarica dei fosfogessi e l'area del tiro al piattello sono quasi terminate e si parla di come rivitalizzare uno spicchio ancora intonso di un ecosistema unico al mondo. Il primo tratto dell'escavo, la parte finanziata, arriva sino al manufatto Le Rotte, all'altezza dell'hotel Russot. Per giungere a Campalto e Tessera, il passo è ancora lungo (sono altri 3 chilometri). «La speranza - prosegue Pellizzer - è che con i ribassi d'asta si possano recuperare finanzianti per proseguire, ma rimane il grande problema di arrivare sino alla foce, ecco dove sta il punto fondamentale. «Il fatto che si proceda cosi lentamente è esasperante, se poi si pensa al Quadrante ed al fatto che Tessera possa diventare la Cittadella dello Sport, è indispensabile che ci sia un collegamento anche lungo gronda».

Marta Artico