Pressing per il trasloco dei sinti

«Se c'è un'emergenza freddo il Comune metta a disposizione dei Sinti le sue case», provoca la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto dopo che da più parti è stata sollevata la questione della trentina di bambini costretti a vivere al freddo nel vecchio campo di via Vallenari, in fase di chiusura. Bocche cucite in Comune: «Abbiamo rispetto del lavoro di mediazione del Prefetto».
La questione non è secondaria. Il vecchio campo, considerato che il nuovo doveva essere consegnato proprio in questi giorni, da mesi è in fase di smantellamento. Questo ha comportato che bagni, docce e cucine ospitati nelle casette mobili non ci sono più. I circa 150 sinti che abitano in via Vallenari, di cui metà minorenni e tra questi una quarantina sono bambini al di sotto dei 14 anni, ora utilizzano i servizi comuni che per tutti non bastano. Soprattutto ci sono problemi per l'acqua calda e i più piccoli cominciano ad ammalarsi. C'è la neccessità, al più presto, di trovare una soluzione per portare le famiglie nel nuovo villaggio realizzato sempre in via Vallenari. Il «campo promesso» per queste persone, il «campo dello scandalo» per la Lega e il comitato che si oppone, per «motivi umanitari» all'apertura della struttura anche se ormai è stato ultimato.
«Con l'arrivo della brutta stagione, la situazione rischia di trasformarsi in un'emergenza sanitaria», ha detto l'assessore comunale Annamaria Miraglia. Ieri la Presidente della Provincia Francesca Zaccariotto ha sottolineato: «Il Comune deve fronteggiare l'arrivo dell'inverno con un provvedimento di emergenza-abitativa che conceda provvisoriamente ai sinti gli alloggi di cui il Comune dispone. Se c'è una situazione di emergenza è la stessa dello scorso inverno, non vedo cosa cambi». In realtà cambia eccome visto che i sinti non hanno più le casette mobili nelle quali vivevano fino a qualche settimana fa e che hanno venduto in vista del trasferimento nel nuovo villaggio. Ma come è noto la Presidente non è mai entrata nel campo di via Vallenari nè prima nè ora, nonostante il campo esista dal 1968. Nel bollare la polemica come «una strumentizzazione politica», il presidente Zaccariotto afferma: «Non può essere imputata alla Provincia la responsabilità di una vicenda in cui l'ente ha solo voluto verificare, dopo gli esposti di alcuni cittadini, se le procedure adottate dal Comune per il nuovo campo siano state corrette». Nel contempo la Povincia ha bloccato il permesso all'Enel di realizzare uno scavo per portare nel villaggio l'energia elettrica. La battaglia per contrastare a tutti i costi l'apertura del villaggio vede sul fronte degli irriducibili oltre al comitato la Lega Nord i quali non sentono ragioni e tra mille ipocrisie, come ad esempio «lo facciamo per il bene dei sinti e per la loro integrazione», vanno allo scontro. Ma non tutto il centrodestra è sulle stese posizioni intransigenti. L'assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia dice: «Io non entro nel merito della vicenda, ma tutti sanno che io la penso come Gianfranco Fini... Posizioni espresse anche ad un convegno al Candiani». Come dire non è con il muro contro muro che si affronta il tema dell'integrazione. Di sicuro la stessa Chiesa veneziana è per la politica dell'accoglienza di questa gente che, tra le altre cose, è di nazionalità italiana ed è arrivata nel nostro Paese al termine dell'ultima guerra mondiale al seguito della cacciata dei nostri connazionali da Istria e Dalmazia. In più occasioni don Dino Pistolato della Caritas ma lo stesso Patriarca si sono dichiarati favorevoli al trasloco dei sinti nelle casette del nuovo villaggio.

(Carlo Mion)