30 ottobre 2009 —
pagina 24
sezione:
Provincia
SCORZE. Fiom Cgil e Fim Cisl se lo aspettavano, ma non con queste proporzioni. I lavoratori di Aprilia saranno ancora in cassa integrazione per tutto novembre. La cassa coinvolgerà, a rotazione, i 380 dipendenti dello stabilimento di Scorzè. Di più. La seconda settimana del mese, dal 9 al 15, tutti gli operai resteranno a casa. La decisione dellazienda motoristica è stata comunicata mercoledì ai sindacati, che non si aspettavano una scelta così netta. A ottobre, infatti, sono state tre le settimane di provvedimento, che secondo gli accordi stipulati sarebbero dovute finire oggi. Invece lunedì si continuerà.
Per dicembre il quadro non dovrebbe cambiare molto. Anzi, considerati i ponti e le festività varie, anche nellultimo mese dellanno si dovrebbe produrre a ritmo ridotto. Questo significa che da novembre 2008 a dicembre 2009, in totale saranno 30 le settimane di cassa, ovvero sette mesi su quattordici. Poi si spera che con il 2010 si cambi registro e arrivi lagognata ripresa. Cgil e Cisl, comunque, chiederanno incontro a Piaggio per capire quale ruolo giocherà Aprilia nel futuro aziendale e come intende uscire dalla crisi. Intanto cè da pensare al presente. Il programma della cassa integrazione riguarderà le sette linee del sito di Scorzè. Nella prima settimana si lavorerà in quattro linee mentre le altre si fermeranno. Nella seconda, i lavoratori staranno a casa, per la terza e quarta settimana, rimarrà in funzione solo una linea. Resteranno garantite le tredicesime, le ferie e gli operai, come già successo in questo ottobre, seguiranno dei corsi di formazione. «Non credo che il 2010 - riflette Adriano Pomiato della Fiom Cgil - sia un anno facile, almeno allinizio. Non ho elementi, ora, per parlare di ripresa immediata. Ci aspettano altri dodici mesi travagliati. Il gruppo Piaggio decida cosa vuole fare, perché ormai la cassa va avanti da più di un anno». Anche per il segretario generale regionale della Fim Cisl, Michele Zanocco, Piaggio deve fare chiarezza. «Vogliamo capire come intende muoversi - precisa il sindacalista - ma rispetto ad altre aziende, che hanno attuato provvedimenti più drastici, siamo riusciti a parare il colpo con i corsi di formazione. Sapevamo che sarebbe stata dura recuperare le vendite in un periodo di bassa stagione».
-
(Alessandro Ragazzo)