Myair, commissario sgradito


VICENZA. Per vedere scritta la parola fine sulla vicenda della compagnia aerea Myair, bisognerà ancora aspettare. La telenovela giudiziaria ieri ha visto l'ennesima, inconcludente, puntata. Al tribunale di Vicenza si è tenuta l'udienza per capire la praticabilità della via individuata, sul filo di lana, che dovrebbe portare al commissariamento dell'azienda.
Ovvero l'applicazione della legge Marzano, o Prodi-bis, utilizzata per i casi di insolvenza di grandi aziende (procedura usata per AlpiEagles e Volare). Ma le parti, né la Procura di Vicenza, né l'avvocato Andrea Pellizzari che rappresenta Ascom Finance (unico dei creditori della compagnia finora ad aver richiesto il fallimento), né tanto meno Myair si sono trovati a convergere sull'ipotesi dell'utilizzo del commissariamento. Procura e Ascom Finance, infatti, hanno continuato a premere per il fallimento, mentre il legale di Myair, Mario Calgaro, ha insistito per procedere sulla strada del concordato. L'avvocato ha rilanciato la proposta, anticipata nei giorni scorsi, di Kralj Star Airways. Gli albanesi, secondo le ultime notizie ufficiali, non solo sarebbero disposti a pagare gli stipendi arretrati e ad affittare il ramo d'azienda, ma si sono resi disponibili, non è ancora chiaro in che percentuale, a pagare i creditori. Nell'intricata, e a tratti grottesca, vicenda del vettore, si è aggiunta anche la risoluzione presa dal Governo. Il Ministero dell'industria, come previsto dalla legge sul commissariamento delle aziende in crisi, ha infatti inviato una missiva, indicando come commissario giudiziale il commercialista che aveva seguito gli investitori romani disponibili ad affittare un ramo di azienda di Myair (identica proposta avanzata dagli albanesi). Procura e Pellizzari hanno levato un pesante veto, definendo la persona indicata dal dicastero di Scajola come inopportuna, visto l'evidente conflitto d'interesse. A questo punto, per mancanza di accordo tra le parti, il giudice, dopo circa un'ora e mezzo di audizione, si è ritirato in camera di consiglio. La decisione è attesa, dicono le fonti, nell'arco di una settimana. Ma sostanzialmente il quadro d'incertezza non appare mutato. Il giudice ha sempre innanzi a sé le tre vie: il fallimento, il commissariamento o il concordato preventivo. Anche se l'ultima ipotesi pare la meno sostenibile, nonostante le rassicurazioni che arrivano dal fronte di Star Airwais.

Roberta Paolini