Il trucco del casello costa 14 milioni alla Ve-Pd

VENEZIA. Il Passante di Mestre costa 14 milioni ad Autostrada Venezia-Padova. A quarantacinque giorni dalla scadenza della concessione, la società autostradale si trova a fare i conti con consistenti mancati introiti causati dall'apertura dei 33 chilometri gestiti da Concessioni autostradali venete. Si parla di un traffico in transito alla barriera di Venezia-Mestre più che dimezzato.
Ma non solo. Oltre al mancato transito, infatti, con l'apertura del Passante è scattata anche l'esenzione al pagamento sul tratto Dolo-Mestre per i residenti di Dolo, Mirano e Mira. Per avere diritto all'esenzione basta, però, ritirare il tagliando d'ingresso al casello di Dolo. Con un tam tam che è andato infittendosi (anche su Facebook) è diventato evidente ai più che un automobilista che percorre quel tratto di A4, se esce al casello di Dolo e poi rientra in autostrada dalla stessa barriera risparmia l'euro e venti del tratto Dolo-Mestre e l'euro che viene riscosso alla barriera di Venezia-Mestre quale pedaggio per la tangenziale.
In pratica, con una veloce deviazione, si arrivano a risparmiare 2,20 euro. Per un pendolare significa, tra andata e ritorno, 4,40 euro al giorno. A fine mese, vuol dire ritrovarsi in tasca 100 euro. Così, dai 3mila transiti al casello di Dolo di febbraio (a Passante appena aperto) si è passati ai 5-6mila di marzo fino ai 20mila degli ultimi mesi.
A fronte di questa situazione, boom delle esenzioni e il dimezzamento del traffico, Autostrada Venezia-Padova ha deciso di tutelarsi. Nel contratto che regola il rapporto tra la concessionaria e l'Anas, infatti, l'entrata in esercizio del Passante è prevista a partire dal primo dicembre 2009. Quindi, il piano finanziario non prevede un «effetto» Passante sul traffico della Venezia-Padova prima della fine della sua concessione (30 novembre). L'inaugurazione anticipata della nuova bretella, quindi, viola il contratto tra Anas e la concessionaria presieduta da Vittorio Casarin. La società, per sciogliere il nodo, ha proposto ad Anas una rimodulazione del piano finanziario o di allungare la concessione di un anno. Dall'ultimo incontro con Anas, però, è emersa come soluzione percorribile quella del conteggio del traffico perso e di una successiva compensazione economica. Solo che, fin qui, non è stato messo nulla nero su bianco. I soci di Autostrada Venezia-Padova premono, e nel caso non arrivassero a breve delle risposte definitive la società è pronta ad aprire il contenzioso con Anas.
Il caso è seguito da vicino da Autovie Venete (che controlla il 22,3% della Venezia-Padova e che incassa parte del pedaggio richiesto alla barriera di Venezia-Mestre) e dagli altri soci della concessionaria. In ballo, infatti, c'è il futuro della società una volta scaduta la concessione. La decisione già presa dagli azionisti è quella di destinare l'attivo presente in cassa a fine concessione per fare fronte agli impegni assunti in due project financing: Nogara Mare e Grande raccordo di Padova. Si parla di un coinvolgimento da 100 milioni. La sopravvivenza della società dipende da questi progetti, così come il valore delle partecipazioni dei singoli azionisti. Solo la Brescia-Padova (19%) è in uscita.
La società, senza l'effetto Passante, ha stimato di avere in cassa a fine concessione una cifra compresa tra 105 e 115 milioni. Risorse appena sufficienti per i due project. È evidente che ritrovarsi con 14 milioni in meno in cassa, a causa dell'effetto Passante, non è certo un aspetto trascurabile.

(Matteo Marian)