Alle Zattere la rabbia dei vongolari


di Giacomo Cosua
La pesca delle vongole è in forte crisi: per ricordarlo sono arrivate 168 imbarcazioni da pesca ieri alle Zattere, con i rappresentanti dei pescatori impegnati tutta la mattina in una serie di incontri a Palazzo Ferro Fini e in Prefettura. I vongolari di Pellestrina, Caorle, Venezia, Jesolo, Punta Sabbioni, Chioggia e Burano hanno manifestato la loro rabbia. Gli striscioni appesi alle imbarcazioni parlano chiaro: «I ripasciementi delle spiagge ci hanno rovinato». Si parla di un ripopolamento delle vongole sempre più difficile, con una riduzione delle aree di pesca da 50-60 miglia a 30, dove - in uno spazio cosi ristretto - si devono «scontrare» più di 150 operatori. Tutti attendevano l'approvazione della delibera presentata dall'assessore alla Pesca, Coppola, ma alla fine ieri non si è deciso nulla, poiché è mancato il numero legale. Per questo i pescatori hanno deciso di tornare «alla carica» lunedi prossimo.
«Chiediamo con forza l'approvazione della delibera regionale, per l'indagine che vada a verificare la causa delle recenti morie che hanno determinato una forte crisi nel settore», hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni dei pescatori. «Sono due anni che siamo in crisi: già nel 2008 c'è stata una moria, poi anche nel 2009», ha spiegato Gianni Stival, presidente regionale dell'Agc Pesca e vicesindaco di Caorle. «Siamo tornati a pescare in agosto e settembre, ma è stata una pesca avara: si è trovato ben poco. Abbiamo provato un fermo pesca volontario e non retribuito in vari momenti dell'anno, ma la situazione non si è modificata. E' un disastro», ha ribadito Stival. Le associazioni dei pescatori si sono attivate per un incontro con il ministro Luca Zaia e con il sottosegretario Bonfiglio, affinché venga riconosciuta la calamità naturale. Chiedono vengano erogati i finanziamenti che sono già stati approvati per la moria del 2008, ma che non sono mai arrivati. «Ringraziamo il ministro Sacconi che attraverso la Regione si è reso disponibile ad attivare gli ammortizzatori sociali per la categoria», hanno ricordato Antonio Gottardo della Lega Pesca Veneto e Gianni Stival, che si sono recati poi a parlare con il prefetto assieme a Paolo Tiozzo e Enzo Fornaro, delegati dei pescatori. «Chiediamo inoltre che quando avviene la modifica delle spiagge e delle coste che i pescatori vengano presi in considerazione: non siamo contrari agli interventi, ma devono essere concordati», ha ribadito Stival. Le cause di questa moria, a detta dei pescatori, derivano tutte dall'operato dell'uomo: inquinamento, lavori del Mose, ripascimenti.