Myair, vertici aziendali in guerra


di Roberta Paolini
VENEZIA.Ennesimo colpo di scena sulla vicenda Myair. Ieri nuove indiscrezioni sono circolate circa la vicenda della compagnia aerea vicentina, in bilico tra rilancio e fallimento. Due giorni fa l'assemblea dei soci si è riunita rimandando al 7 settembre la conclusione dell'entrata dei nuovi soci.
Secondo fonti attendibili, pare che sia in corso un braccio di ferro tra Carlo Bernini, ex-presidente di Myair e Vincenzo Soddu, vicepresidente del vettore. Bernini avrebbe trovato un socio disposto a sborsare 50 milioni di euro per rimettere in volo gli aerei parcheggiati a causa della sospensione Enac. Il fantomatico investitore, lo stesso che avrebbe presentato alla riunione estiva con l'ente per l'aviazione civile, però chiederebbe l'uscita di Soddu. L'ex comandante delle Frecce tricolori, che è al vertice della catena di controllo della società, non sarebbe invece disposto a saltare fuori a piè pari dal capitale della compagnia.
A queste ipotesi se ne somma un'altra. A Myair servirebbero ben più soldi per chiudere i buchi con i fornitori e le banche. Si dice 70 milioni di euro nel breve, 100 milioni in tutto. Ecco allora che l'idea di giungere ad un concordato per poi mettere in affitto un ramo d'azienda sembra essere una soluzione più realizzabile. Lo schema è molto simile a quello già fatto per Volare e in parte per Alitalia. Myair consegna il suo avviamento ad una cordata di imprenditori, che costituisco una newco. Poi tratta con i creditori e paga a rate il dovuto.
A dimostrare interesse sarebbe stati in 4, due compagnie, quella libica e quella rumena, e poi due istituzioni finanziarie estere. Chi la spunterà tra questi dovrebbe mettere sul piatto circa 44 milioni di euro.
La compagnia con questo escamotage potrebbe rimettersi in volo con un nuovo nome praticamente da subito, mentre Myair resterebbe in vita solo per saldare suoi debiti. Ma l'ipotetica Myair2 sarebbe molto ridimensionata rispetto alla progenitrice. Oggi e lunedi, sono programmati, dalle informazioni filtrate dall'azienda, gli incontri con le parti che hanno mostrato interesse. La Cgil ieri ha comunicato che l'incontro con le organizzazioni sindacali è stato spostato al 2 settembre.
Il segretario Filt Cgil Ilario Simonaggio non nasconde l'inquietudine, «ci sono scadenze e condizioni operative che pesano sulla possibile ripartenza», afferma in una nota stampa. Sul futuro della compagnia aerea gravano diversi elementi spiega il sindacalista. «Myair è ferma da più di un mese. La stagione estiva 2009 (periodo notoriamente importante per la redditività delle imprese di trasporto aereo) è definitivamente compromessa».
E poi ci sono gli stipendi arretrati, giugno, luglio e i primi 10 giorni di agosto. Ci sono lavoratori comandati in servizio post 10 agosto 2009 (data dell'inizio della Cigs) per ragioni tecnico-organizzative che sollecitano una tempestiva e franca risposta sul diritto al salario. Ci sono quelli che aspettano lo sblocco dell'iter burocratico per la cassa integrazione straordinaria. E il 2 ottobre, snocciola come un doloroso rosario il sindacalista, c'è la convocazione della procedura fallimentare.