24 luglio 2009 —
pagina 28
sezione: Provincia
SCORZE. Da lunedì torna la cassa integrazione allo stabilimento Aprilia di Scorzè. Il provvedimento sarà diviso in due tronconi che, assieme alle ferie estive, comporterà, di fatto, un brusco stop della produzione per tutto agosto. Mercoledì scorso si è tenuto un incontro tra i sindacati (Fiom Cgil e Fim Cisl) e lazienda, che ha comunicato le sue intenzioni da qui alle prossime cinque settimane. Saranno interessati alla cassa fino a 415 dipendenti a zero ore. Il periodo va dal 27 al 31 luglio (tranne le linee di montaggio uno e tre), dal 17 al 28 agosto (per tutte le linee), mentre dal 3 al 14 agosto la fabbrica starà chiusa per le ferie collettive già concordate con le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu). Una scelta motiva dalla crisi che sta investendo tutto il settore, con unaltra flessione nella vendita di scooter e di moto, e un magazzino ancora ben fornito di prodotti finiti. Dunque la situazione allinterno della casa motociclistica resta delicata e chi mesi fa pensava che in estate ci potesse essere una sterzata positiva, è rimasto deluso. Alle prossime tre settimane di cassa, vanno aggiunte le 14 fatte negli ultimi otto mesi. Questo significa che a fine agosto, su 42 settimane, contando da novembre 2008, non se ne lavoreranno 17, ovvero più di un terzo. Anche per settembre tira una brutta aria.
«Da settembre - spiega Adriano Pomiato della Fiom Cgil - potrebbero esserci una o più settimane di cassa integrazione. Se questo è la situazione, dovremmo tener alto il livello di controllo e di confronto con lazienda. Nellultimo incontro di marzo con il presidente di Piaggio Roberto Colaninno, ci era stato disegnato un quadro in prospettiva un po diverso da quello che abbiamo vissuto in questi mesi. Si sono date risposte non del tutto rassicuranti sul destino e futuro sia industriale che occupazionale. A questo punto è necessario che al più presto Piaggio chiarisca le sue reali intenzioni, sulle scelte strategiche per lAprilia, sulla sua produzione, sugli investimenti di quali modelli e come intende uscire da una fase di crisi così prolungata». I sindacati chiedono a Piaggio di fare luce una volte per tutte sul futuro industriale del polo di Scorzè.
(Alessandro Ragazzo)