La Procura: «Istanza di fallimento»


di Roberta Paolini
L'Enac revoca la licenza a MyAir.com e la sospensione scatta dalle 24 di oggi. A stabilirla un decreto d'urgenza con il quale viene annullata la licenza provvisoria che era stata temporaneamente rilasciata il 25 giugno scorso.
«Il provvedimento - si legge nella nota Enac - si è reso necessario tenuto conto che la licenza provvisoria era stata rilasciata sul presupposto che il vettore fosse in grado di far fronte ai propri impegni attraverso una disponibilità di cassa sufficiente per garantire la gestione dell'operativo programmato». L'Enac aveva anche invitato formalmente, il 21 luglio scorso, la compagnia a ripristinare entro 24 ore il regolare svolgimento dei voli. Invece MyAir non ha fornito evidenza di concreti sviluppi in merito alla preannunciata ricapitalizzazione, né i flussi di cassa correnti hanno assicurato e assicurano una copertura dei costi per i servizi essenziali. Due giorni fa la compagnia aveva annunciato, tramite una nota, che i problemi operativi verificatesi nei giorni precedenti dipendevano da alcune difficoltà finanziarie che la compagnia stava superando. La nota affermava che era in corso di definizione il processo di ricapitalizzazione e che la società stava valutando le proposte di alcuni investitori.
A condurre la compagnia a questo punto una situazione finanziaria complicata, sulla quale non ci sono dati certi. Raggiunto al telefono il presidente di MyAir Carlo Bernini non ha voluto rilasciare dichiarazioni. A commentare è stato invece il procuratore capo di Vicenza Ivano Nelson Salvarani, che sta conducendo un'indagine penale sulla compagnia da marzo, secondo il quale con «la revoca dell'autorizzazione Enac, è pensabile arrivare all'istanza di fallimento, anche da parte della Procura». Epilogo che rappresenterebbe una sorta di maledizione per Vincenzo Soddu, attuale vicepresidente operativo del vettore e già ad della fallita Volare. Le cifre circolate sono relative a un ritardo di pagamento dell'Iva. A marzo risultavano inevasi 18 milioni di imposte. La società doveva dar corso a una operazione di ricapitalizzazione che, a dire dei vertici, avrebbe dovuto far entrare 50 milioni nelle casse: l'assicurazione presentata era stata pagata, dice la Procura, con assegni insoluti.