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Seggio blindato e scorta per il primo voto di Noemi

 ROMA.  Arriva Noemi Letizia, per la prima volta ieri alle urne, elegante e accompagnata dai genitori: per lei viene chiuso il seggio di Portici (Napoli), mentre procede al voto. Poi la ragazza, senza dire una parola, va via scortata dai vigili urbani fino ad una Marcedes. Per tutto il tempo è caos, con giornalisti ed elettori che protestano animatamente, urla e spintoni. Alla fine c’è chi se la prende con gli agenti: «Vergogna, scortate un cittadino!».
 I momenti di trambusto provocati dalla comparsa della ragazza al centro del caso scoppiato per l’amicizia con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo che il premier aveva partecipato alla sua festa di 18 anni, lo scorso aprile, sono ripresi con un cellulare e la scena viene venduta al migliore offerente. Una signora sulla cinquantina strappa la scheda. Lo racconta una coetanea di Noemi. «Anche votavo per la prima volta. Ho visto una signora sulla cinquantina, che ha strappata la sua scheda urlando indignata: “ma chi è questa? Basta, io col voto ho chiuso». Inoltre mentre le porte stavano per chiudersi alle spalle di Noemi Letizia - per volere del presidente di seggio, secondo quanto riferisce chi ha assistito al voto - sono entrati anche alcuni rappresentante di lista, «che non avrebbero dovuto presenziare». Qualche scatto immortala la ragazza, subito fuori dall’urna, dove con Noemi c’erano la madre Anna Palumbo e il padre Benedetto Letizia: la giovane indossa un abito nero da sera, ha i capelli sciolti e grandi occhiali da sole. Un rappresentante di lista riferisce di aver denunciato altre «stranezze» alla sezione numero 62 dove ha votato la ragazza di Casoria.
 «Ho mandato personalmente via la migliore amica di Noemi, una giovane ancora minorenne. Sostituiva irregolarmente una rappresentante di lista e girava col cartellino nel seggio. Sul fatto segnalato ai vigili, è stato presentato anche un esposto in procura».
 In provincia di Caserta, un disoccupato di 39 anni è stato arrestato per avere aggredito Americo Porfidia, sindaco pro-tempore del comune di Recale e deputato del gruppo Misto alla Camera, mentre conversava con altri amministratori davanti a seggio elettorale.
 Passando in Sicilia, le mogli dei pescatori di Porticello, frazione di Santa Flavia, poco distante da Palermo, hanno costituito un coordinamento per lo «sciopero» del voto alle europee. Le donne protestano contro le norme che impediscono la pesca del tonno rosso, specie tutelata nel Mediterraneo. Porticello, dove lavorano circa 400 pescatori, non ha avuto assegnate quote per il tonno rosso, la cui pesca va dal 15 aprile al 15 giugno. Secondo il coordinamento, le leggi «proteggono i grandi interessi della pesca industriale, specie quella giapponese, lasciando esposta alla crisi economica la piccola pesca, quella che garantisce la qualità del prodotto». Le donne hanno raccolto in una scatola circa 300 tessere elettorali di gente chele ha consegnate perchè non ha intenzione di votare.