L'università in via Torino diventa realtà


«La scelta fatta vent'anni fa dagli industriali», dice il rettore di Ca'Foscari Pier Francesco Ghetti, «di pensare l'arrivo dell'università a Mestre fu preveggente. Via Torino è la parte della città che guarda alla laguna, qui si sviluppa la città moderna. Siamo vicinissimi al Vega e a Marghera. Questo campus sarà un polo accademico ma anche di servizio alle imprese, situato in una posizione strategica, che proietta la terraferma in una prospettiva da metropoli».
Lavori finiti nel 2011.Incontriamo il rettore dentro all'enorme cantiere dell'università di via Torino. A giugno ci saranno le elezioni e Ghetti lascerà Ca' Foscari. Al successore il compito di concludere i cantieri di via Torino. «Il primo lotto di lavoro sarà finito entro la metà del 2010 - spiega - il secondo entro la metà del 2011». Tra due anni arriveranno in via Torino duemila tra studenti, docenti e dipendenti dell'ateneo per il trasferimento della facoltà di Scienze Ambientali. Assieme alla facoltà di informatica, già presente, Ca' Foscari si insedia nel cuore di Mestre.
Ritardo di un anno.I lavori marciano con un ritardo di un anno causato da tanti intoppi: le bonifiche, l'alluvione, le contestazioni degli operai di una delle ditte di subappalto della Dec, che sta realizzando il progetto da 71 milioni di euro. Ma «ora si è ingranata la marcia e ogni giorno in cantiere ci sono cento operai», assicura Giampaolo Mar, l'architetto che ha progettato il nuovo campus universitario.
La scommessa.«Sarà il prolungamento ideale del Vega e questo la città non l'ha ancora capito. Questo sarà il luogo delle sperimentazioni e della ricerca». Anche Ghetti interviene: «Venezia e Mestre devono ancora comprendere appieno che l'università è una grande risorsa per la città». Duemila persone in arrivo significa nuovi trasporti, nuovi servizi e l'arrivo della residenza universitaria, prevista nel mercato ortofrutticolo che il Comune sposterà. Ma il progetto marcia lento.
Il grande campus.Per il primo lotto siamo al 60% delle realizzazioni: sono costruiti fino al tetto i tre edifici dei laboratori didattici, del Dipartimento di Scienze Ambientali e del Centro Interdipartimentale Servizi. Per la grande «porta» di ingresso, l'edificio di 44 metri, grande come il condominio Donatello, dove troveranno posto anche la Presidenza, le aule e la biblioteca, si è arrivati al quarto piano fuori terra. Dall'ingresso si accederà alla piazza interrata con bar e servizi e da qui agli altri 5 edifici dove si insedieranno il Dipartimento di Chimica, quello di Fisica, Scienze Ambientali, aule, laboratori e uffici. Nell'enorme interrato, che ospita anche i parcheggi, si stanno realizzando ora gli impianti meccanici. Il primo lotto, finanziato con fondi dell'università e del Ministero, vale 46 milioni di euro.
Il secondo lotto.E' atteso al massimo per i primi giorni di giugno il bando per vendere il cubo di Santa Marta e ricavare almeno 20 milioni di euro che l'università non ha al momento. In questo modo si andrà a finanziare la seconda fase dei lavori, da 24 milioni di euro, realizzando, senza pausa, gli altri tre edifici che mancano all'appello: il Dipartimento di Chimica, quello di Fisica e il Dipartimento di Scienze Ambientali. «Le fondazioni sono già realizzate, si tratta di realizzare le opere fuori terra», assicura Mar che si attende la consegna dei lavori dall'università entro settembre di quest'anno, proprio grazie alla prossima certezza dei finanziamenti dati dall'operazione di vendita del «cubo» di Santa Marta.
I numeri.Il cantiere interessa un'area di 27.245 metri quasri per una volumetria complessiva di 117.331 metri cubi. Previsti oltre 7.400 metri quadri di parcheggi interrati e poco più di mille di posteggi a raso. Previsti 1687 posti aula, 1030 metri quadri di spazi bibliotecari, 88 laboratori di ricerca, 15 laboratori didattici, 62 locali e 107 studi.
Altri progetti.Giampaolo Mar annuncia anche l'intenzione di presentare al Comune una proposta per un collegamento diretto pedonale e ciclabile dalla nuova sede universitaria alla stazione dei treni di Marghera. E Ghetti spiega che non è stato tralasciato, ma attende l'arrivo di nuovi fondi, anche il progetto per la realizzazione di spazi dedicati allo sport nell'area retrostante il campus e che guarda verso forte Marghera.

Mitia Chiarin