13 maggio 2009 —
pagina 07
sezione: Attualità
LAQUILA. Dopo i disagi nelle tendopoli, avanza il rischio di emergenza sanitaria dopo che un caso di tubercolosi è stato riscontrato nel campo di Pizzoli. Tre giorni fa i medici avevano visitato un trentenne, romeno, che vomitava sangue. Sono state disposte analisi e ieri si è avuto il risultato dal centro di prevenzione malattie respiratorie dellospedale.
Il malato, trasferito prima allospedale da campo San Salvatore dellAquila e poi in un ospedale romano, continua ad essere tenuto sotto osservazione in modo da non creare pericoli per la salute degli altri. Le autorità sanitarie escludono qualsiasi pericolo di contagio, ma per maggiore tranquillità degli ospiti della tendopoli, i medici continuano a tenere sotto osservazione tutti coloro che, nella tenda o fuori, sono stati in contatto con luomo. «Non ci sono pericoli di contagio». E il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl dellAquila, Giuseppe Matricardi, che tranquillizza, anche se le condizion i nelle tendopoli che accolgono i terremotati dellAquila diventano sempre più pesanti e difficili, con il caldo soffocante (oltre trenta gradi dentro le tende), promiscuità forzata, condizioni igieniche inevitabilmente approssimative.
E comincia a preoccupare i medici anche la situazione sanitaria nelle tendopoli, a partire dai virus gastrointestinali che si stanno propagando. «Questi virus gastrointestinali, che hanno come sintomi vomito e diarrea, si sono diffusi in pochissimo tempo - spiega Walter Palumbo, segretario regionale della federazione dei medici di famiglia - favoriti dalla promiscuità di queste persone che se li passano luno con laltro. Stiamo cercando di arginare lemergenza, ma in alcune tendopoli i casi sono decine». «Per ora si tratta di un virus blando - dice Palumbo - ma ci sono centinaia di persone fragili, anziani e bambini. E difficile tenere sana una popolazione che vive da settimane, e vivrà per mesi, sotto le tende».