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Cicutto, chiesto il ritiro del porto d’armi

 CAVALLINO. Chiesto alla prefettura il ritiro del porto d’armi per uso venatorio di Paolino Cicutto, 50enne imprenditore e cacciatore di Cavallino-Treporti dalla cui carabina nel dicembre scorso è partito il colpo che è stato fatale al suo compagno di battuta di caccia, Giancarlo Giovannini. La richiesta di ritiro del porto d’armi è un atto dovuto che si richiede d’ufficio quando è aperto un procedimento che vuole fare luce su una dinamica che ha dato luogo ad un’imputazione di omicidio colposo. La giurisdizione del procedimento è la Croazia, dove è avvenuto l’incidente, noto per la severità in fatto di leggi e normative sulla caccia. Cicutto, sposato, un figlio di 23 anni, piccolo imprenditore di Cavallino Treporti, lavora come idraulico ed esperto di lavori di carpenteria, ha sempre avuto la passione per la caccia, che ha da anni condiviso con altri imprenditori e artigiani del litorale. Non di rado, assieme agli amici, organizzava queste battute al cinghiale con la carabina e non c’erano stati mai problemi fino alla tragedia di dicembre scorso. Ora starà all’imprenditore e al suo legale dimostrare di fronte al tribunale croato la sua innocenza attraverso prove che confermino la fortuità dell’incidente.
 La Croazia è una delle mete predilette per la caccia e la pesca in mare dove ogni anno migliaia di appassionati italiani vengono attratti per raggiungere le località più famose. Ma i rischi sono molto elevati in caso di trasgressione delle normative, sia in mare che a terra, e polizia e magistratura croata non sono certo tenere in particolare quando sono coinvolti degli stranieri.
(Francesco Macaluso)