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Il futuro di Aprilia è sempre più nero


 NOALE. Crisi sempre più nera in casa Aprilia a Noale. Come i sindacati temevano, la cassa integrazione terminata lo scorso fine settimana sarà replicata per altri quindici giorni, dal 9 al 20 marzo, sempre per 415 operai. Dunque non sono bastati gli stop al lavoro degli ultimi mesi, prima lasciando a casa 350 dipendenti e ad inizio febbraio in 415, coinvolgendo anche i part-time. La casa motoristica è più che mai convinta a proseguire con questo provvedimento e lo ha comunicato a Cgil e Cisl.
 Ieri sera si è tenuto un incontro tra le parti, che sarà il primo di altri da qui al 9 marzo, quando scatterà la cassa integrazione.
 In mezzo, con ogni probabilità giovedì 5 marzo, arriverà a Noale il direttore generale del gruppo Piaggio, Daniele Bandiera, col quale si cercherà di fare chiarezza sul futuro dell’azienda, che a molti lavoratori appare davvero nero.
«E’ successo quanto temevamo - spiega il rappresentante della Fiom Cgil Adriano Pomiato - e ora non resta altro che attendere l’incontro con Bandiera per capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Ma la situazione è e resta davvero difficile». Questioni non da poco, comunque, perché il mercato delle moto non tira più come una volta e, infatti, i magazzini continuano ad essere pieni. Ragion per cui Aprilia ha deciso di continuare con la cassa integrazione. Ma su come sarà attuata resta un mistero. Nell’ultima tornata, quella dal 9 al 20 febbraio, la linea di produzione di moto di grossa cilindrata, Dorsoduro e Shiver, interessati una quarantina di operai, è stata un po’ «risparmiata», visto che gli operai sono rimasti a casa solo per quattro giorni non consecutivi. Infatti come prevede il regolamento della Superbike, campionato alla quale Aprilia parteciperà quest’anno e dove non gareggiano prototipi ma modelli derivati dalla produzione di serie, ci sono delle scadenze da rispettare in termini di produzione. Entro la fine di gennaio dovevano essere prodotte 250 moto mentre per giugno si dovrà arrivare a quota 1000. Ragion per cui questi lavoratori sono stati in qualche modo salvati dalla cassa integrazione,ma per gli altri 350 lavoratori il buio è profondo. La nuova cassa integrazione del resto era attesa da molti.
 «La situazione resta difficile - commenta Pomiato - e dobbiamo capire quali saranno le intenzioni di Aprilia. Per questo gli imminenti incontri in agenda dovranno far luce su molti aspetti. Prima di tutto, quanti pezzi ci sono ancora in magazzino, quali sono le prospettive future e come sarà attuata la cassa integrazione». Domande già fatte in passato dai sindacati ai vertici di Aprilia ma stavolta, per non andare incontro ad un’estate nera, chiedono risposte concrete.
- Alessandro Ragazzo

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