Calano i reati, cresce il sequestro di droga


«La collaborazione della gente è fondamentale ed auspicabile. E proprio per questo ogni qualvolta un cittadino chiama il 113 segnanalando episodi e fatti gravi, personalmente gli scrivo una lettera per ringraziarlo. Inoltre organizziamo, come Questura, incontri già nelle scuole elementari per spiegare ai ragazzini quanto sia importante la loro collaborazione e quella dei cittadini, con le forze dell'ordine nel segnalare tutto quello che non è legale. Non serve essere organizzati per collaborare con noi. Collaborazione si, ma niente giustizieri della notte». Il Questore Carlo Morselli, col solito buon senso che lo contraddistingue risponde alla provocazione sulle ronde. L'occasione è la presentazione dei dati relativi all'andamento della criminalità nella nostra provincia nel 2008. Dati significativi, se confrontati con quelli dell'anno precedente, perché fanno emergere come tutti i reati siano in calo rispetto a dodici mesi prima. «Per questo calo è stato importante il nostro lavoro come quello quello delle altre forze di polizia ma bisogna ricordare che nel 2008 c'è stato l'effetto indulto con un aumento dei reati conseguente alla scarcerazione di persone che vivono di epsedienti», ricorda Morselli.
Quindi un 2008 che, rispetto agli anni precedenti, rileva un segno positivo per chi si occupa di sicurezza nella nostra provincia. Lo scorso anno la polizia veneziana ha arrestato 422 persone e ne ha denunciate 2.554. I furti sono calati del 21% (-23% il dato interforze) e cosi le rapine, scese a -45% (-32% il dato interforze), soprattutto in banche e uffici postali. Riguardo lo spaccio di stupefacenti sono state 106 le persone denunciate dalla polizia contro le 77 del 2007. Sono state 66.785 le chiamate d'emergenza al 113. Tra i 6.183 interventi effettuati dalla polizia, ben 675 episodi si riferiscono a soccorsi per incendi, 66 per allagamento o crollo e 1.336 a supporto e assistenza a personale medico per emergenze sanitarie. I risultati più significativi conseguiti delle forze dell'ordine sono riportati nella tabella in alto.
«Certo ci vuole anche un po' di fortuna ma prima di tutto è frutto dell'impegno dei miei funzionari e degli agenti che lavorano in strada. Ma ripeto la collaborazione di tutti è importante. Un esempio sono i risultati ottenuti sul fronte del contrasto alle truffe agli anziani dove, grazie al lavoro col Comune nel progetto ''Ocio ciò'', abbiamo abbassato notevolmente il numero degli anziani truffati. Abbiamo operato correttamente sulla prevenzione», spiega Morselli.
Dottor Morselli buoni risultati ma sempre meno mezzi e uomini...
«Questo è un problema di tutti non solo a Venezia. Noi, localmente, non abbiamo autonomia nel gestire il denaro a disposizione. Possiamo avere fondi per sostituire le tende che non serve sostituire, ma nemmeno un cent per la manutenzione delle auto. La legge ci impedisce di usare i soldi previsti per le tende in maniera diversa. A marzo saranno sbloccati i fondi per la manutenzione dei mezzi, previsti per il 2009. Abbiamo ora questa speranza».
Lei a giugno va in pensione. Prima di Venezia è stato Questore in Campania. Che differenza tra la criminalità incontrata li e quella nella nostra provincia?
«Li si tratta principalmente di criminalità organizzata, storicamente radicata sul territorio. Per questo più difficile da estirpare ma sulla quale si può agire più facilmente con indagini tradizionali. Nella nostra provincia si è più soggetti all'azione di bande di stranieri che non sono stanziali. Colpiscono qui come a Treviso, a Pordenone o Padova. La difficoltà maggiore sta nel seguire queste persone».
La cosa più difficile che ha affrontato a Venezia in questi anni?
«L'ordine pubblico. Ogni volta è un'impresa. Perchè è come farlo in un museo. E' davvero difficile».
Spesso in certe zone della città, come via Piave, la gente ha paura per la presenza di extracomunitari. Ma quanto la realtà diverge dalla percezione di sicurezza?
«Per la prima volta, in questi ultimi anni, un sondaggio commissionato per capire i problemi più sentiti dagli abitanti della provincia non mette in cima a questa classifica la sicurezza. La troviamo al quinto posto. Anche a livello nazionale diminuisce la forbice esistente tra la sicurezza percepita e quella reale. Un esempio è significativo. Il capo di Gabinetto dottor Morelli un giorno è affacciato alla finestra del suo appartamento in via Cappuccina. In strada ci sono tre stranieri che parlano a voce alta. Poco dopo arrivano due volanti. Morelli chiede alla centrale il motivo dell'invio delle pattuglie. La risposta è stata: hanno chiamato dei cittadini per segnalre una rissa. I tre stavano solo parlando ad alta voce, ma era stata percepita come una rissa. Più il tempo passa più s'impara a conoscere lo straniero. E questo aiuta a capire».

Carlo Mion