Calori-Porto si piacciono subito

PORTOGRUARO. «Sono ancora un romantico del calcio. Mi piacciono le sfide e questa è per me una sfida importante». Il tono pacato, nessun proclama, quasi in punta di piedi. Ecco il primo giorno di Alessandro Calori alla guida del Portosummaga. Ieri alle 13 spaccate la presentazione, poi in campo per il primo allenamento. «Era da un po' di tempo che seguivamo Calori - parole del presidente Francesco Mio, dopo aver ribadito il 'grazie" a Domenicali - e sono bastati pochi minuti per accordarci. Lo ringrazio per aver rinunciato a proposte più importanti, accettando di venire a mettersi in gioco a Portogruaro».
Poi spazio alle parole del nuovo allenatore granata. «Chi è tifoso mi avrà visto tante volte venire a vedere le partite del Porto - ha esordito Calori - è come se fossi attirato da questa squadra. Credo molto nel destino, sono convinto che il Porto sarà il posto ideale per lavorare e dimostrare la mia professionalità e quella del mio staff. Di questo devo ringraziare la famiglia Mio, persone che amano in modo viscerale questa società». Quindi una piccola rivelazione: «La cosa che più mi ha colpito è stato leggere, entrando nello spogliatoio, le parole di Dino Mio - ha proseguito Calori - in quel momento mi sono convinto davvero della bontà scelta che ho fatto. Questa sfida mi affascina, voglio trasmettere ai ragazzi la voglia che ho io dentro. Non bastonandoli, ma insegnando loro come si fa a diventare calciatori e ottenere obiettivi in cui magari non ci spera nessuno».
Una splendida carriera da giocatore, anni d'oro a Udine, a Brescia con Baggio, un gol storico alla Juve segnato con la maglia del Perugia, il gol della 'partita del diluvio" - arbitro Collina - costata lo scudetto ai bianconeri. Da allenatore due esperienze, a San Benedetto e Avellino. Calori rivolge un pensiero al suo predecessore. «Domenicali è stato mio compagno al corso per allenatori a Coverciano. E' un tecnico serio e preparato, per cui so già che il lavoro svolto finora è stato ottimo». Il nuovo allenatore granata dipinge il Porto dei suoi sogni. «So che giocatori ho a disposizione, avendoli visti giocare più volte. E' un organico buono per la categoria, che però deve aumentare in autostima. Voglio una squadra viva, che stia 24 ore su 24 a disposizione del Porto. Mi aspetto dei ragazzi che abbiano voglia di stupire. Il modulo? Non entrerò come un kamikaze nell'ambiente, non ci saranno stravolgimenti immediati, solo piccoli accorgimenti. Poi in seguito potremmo anche cambiare».
L'attenzione è rivolta già all'esordio di domenica contro la Cremonese. «Sappiamo di affrontare una grossa squadra, che ha in organico giocatori del calibro di Morfeo e Riganò - conclude Calori - dobbiamo avere molto rispetto dell'avversario, ma mai paura o sudditanza. Cercheremo la contromisura per affrontarli a viso aperto e con coraggio, provando a metterci quel qualcosa in più che ci permetta di giocare la partita alla pari».
(Giovanni Monforte)