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Raffreddori, code in farmacia

 SAN DONA’. Raffreddori e mal di gola, ressa nell’unica farmacia di turno ieri aperta. Punte di una cinquantina di persone in coda a causa di febbri improvvise, tutti alla ricerca disperata di aspirine, spray nasali, antipiretici vari. L’improvviso abbassamento della temperatura anche nel Basso Piave ha messo a letto più di qualcuno. Anziani, bambini, ma anche adulti che non si sono abituati al grande freddo e non si sono vestiti abbastanza con sciarpa, guanti e cappello di lana. Non siamo comunque di fronte ad un’epidemia e lo conferma un esperto, il dottor Giuseppe Gelli Fabris, responsabile del distretto numero uno dei medici di base. «Non c’è stato un aumento di influenza - spiega il medico - direi piuttosto che ci troviamo di fronte a rhino-virus e adeno-virus, quindi infiammazioni che colpiscono a livello locale e che possono essere curate con i farmaci consueti. Il tutto è dovuto quindi all’abbassamento repentino delle temperature - aggiunge - che può aver causato anche degli stati febbrili». Ma i pazienti si sono lamentati soprattutto del fatto che una sola farmacia fosse aperta ieri per il turno festivo. «Ci siamo trovati in coda,- spiegano - ad attendere il turno e con questo freddo. Forse sarebbe il caso di riorganizzare diversamente i turni, almeno in questi frangenti, per venire incontro alle esigenze dei cittadini che in questo periodo si ammalano con maggiore facilità. «Non dimentichiamo - concludono - che oggi curarsi in farmacia costa anche un occhio della testa e questo non è giusto». (g.ca.)