Si chiamava Zaher e scriveva poesie

Continuano le indagini della polizia municipale di Venezia per identificare con certezza e trovare la famiglia del ragazzo morto schiacciato dal tir sotto al quale si era aggrappato per entrare clandestinamente in Italia. Con l'aiuto degli interpreti che collaborano con l'assessorato ai servizi sociali, il Comune è riuscito a trovare i referenti della famiglia del ragazzo. Con non poche difficoltà si è riusciti a stabilire che il vero nome è Zaher Rezai e non Mahmut come inizialmente la polizia municipale credeva, e che, stando ad alcuni esami radiologici eseguiti sullo scheletro, durante l'autopsia, dovrebbe avere 18 anni. Come compagni di viaggio il ragazzo aveva quattro animaletti in plastica e un piccolo diario in cui scriveva anche poesie. Il ragazzo è morto la sera del 10 dicembre schiacciato dalle ruote del tir sotto al quale si era legato per entrare clandestinamente nel nostro Paese. È morto in via Orlanda e il camionista che si è accorto di averlo travolto è scappato. Il giovane straniero era sbarcato al porto, poco prima, da un traghetto proveniente dalla Grecia. Un giubbotto scuro, due paia di pantaloni per ripararsi dal freddo, la fotocopia di un certificato d'identità greco, una banconota afghana, una scheda telefonica della Vodafone greca e un piccolo diario, in cui annotava varie cose e in cui scriveva anche piccole poesie: tutto il mondo di Zaher era racchiuso in questi oggetti. È morto perché le ruote del tir a cui era legato con una cintura che si è rotta gli hanno schiacciato braccio e testa.
Intanto non si fermano gli sbarchi di immigrati al porto: 14 clandestini provenienti dalla Grecia, tra cui anche un minorenne, sono stati bloccati nel corso dei controlli della Guardia di finanza di Venezia sulle motonavi «Pasiphae Palace» della Minoan Lines e «Lefka Ori» della Anek Lines. All'interno di due autoarticolati carichi di merce varia la Gdf ha scoperto 14 cittadini stranieri: 2 palestinesi, 4 afghani, 2 somali e 6 iracheni. I clandestini, tutti uomini e privi di documenti, sono stati riaccompagnati dai finanzieri e dal personale della polizia di frontiera a bordo delle motonavi ed affidati al comandante per il respingimento in territorio ellenico. Il minorenne (16 anni, afghano), invece, è stato affidato ad una struttura protetta. Dall'inizio del mese, la Gdf ha individuato oltre 40 cittadini stranieri, per lo più afgani, a bordo di mezzi pesanti provenienti via mare dalla Grecia. (c.m.)