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Coliformi, inquinata l’acqua di falda

 PORTOGRUARO. Le analisi hanno dissolto ogni dubbio: la falda acquifera di scorrimento a quattro metri di profondità tra Cinto e Summaga di Portogruaro è altamente inquinata. I risultati della prova analitica hanno evidenziato la presenza di batteri coliformi, escherichia e coliformi fecali ed enterococchi in quantità tali che l’imprenditore che aveva deciso di usare le acque del pozzo per la futura azienda florovivaistica che aveva intenzione di realizzare in una zona agricola di Summaga, ha deciso di dirigersi verso altri lidi più salubri, vista anche l’impossibilità di perforazione, proibita in quell’area, per un pozzo artesiano.
 «Ma se la falda di scorrimento ha tali percentuali di inquinamento in profondità, si è lamentato l’imprenditore, com’è possibile che qualcuno continui ad attingere acqua dal vicino fiume Reghena per irrigare i campi di mais in estate, senza sottostare ad alcun controllo?»
 La fonte primaria di ogni sostentamento alimentare è rappresentata dall’acqua e questo non è certo una novità. La novità, anche se non proprio tale, è che chiunque abbia intenzione di usufruire delle acque di pozzi per irrigare le proprie coltivazioni, dovrà scegliere altri indirizzi di approvvigionamento.
 «Nel mio settore si guarda all’acqua con interesse, ha spiegato l’imprenditore, quindi abbiamo effettuato prelievi a varie profondità e sono rimasto sorpreso nel vedere i risultati di analisi che hanno evidenziato per ufc/100ml: batteri coliformi 1800, escherichia coli 41; coliformi fecali 65; enterococchi 44, assenti per fortuna le salmonelle».
 Insomma, dati altamente al di sopra di ogni limite di sicurezza. I responsabili potrebbero essere allevamenti friulani di suini o bovini che riverserebbero i liquami nei fossi da dove penetrerebbero poi in falda ed a distanza di pochi chilometri sono ormai a qualche metro di profondità dove appunto tra i due ed i quattro metri si trova ghiaia che consente alla falda acquifera di scorrere.
 Una situazione analoga l’ha trovata lo scorso anno, l’azienda «Orto della Lepre» di Secondo che ha tagliato la testa al toro risolvendo subito il problema, sottoscrivendo un contratto con l’acquedotto Basso Livenza per una costante fornitura d’acqua.
 «Abbiamo preso questa decisione in quanto, vista la situazione disastrosa dell’acqua di falda, spiega Secondo, come azienda produttrice di freschissimi, aderente al Consorzio Veneto per la tutela e la valorizzazione del prodotto, dovevamo avere una garanzia assoluta di acqua indenne da batteri, cosa che è avvenuta con l’acquedotto che inoltre ci fornisce ogni mese le analisi, mentre noi le facciamo eseguire ogni cinque giorni, dalle quali emerge come l’acqua sia batteriologicamente pura, in grado quindi di fornire quelle necessarie garanzie per il nostro prodotto fresco». Ed ora chi si preoccuperà della falda?