04 novembre 2008 —
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Provincia
SCORZE. Alla fine i lavoratori Aprilia sono arrivati allo sciopero. E quello proclamato per oggi dai sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, coi dipendenti di Noale e di Scorzè che si asterranno dal lavoro per otto ore e faranno un sit-in davanti alla portineria della sede di via Bregolini, sulla Noalese, e sarà organizzato un volantinaggio. Ieri, infatti, è scattata la cassa integrazione per tre settimane per 347 dei circa 400 operai dello stabilimento di Scorzè mentre unaltra è prevista per dicembre. Così ieri oltre una cinquantina di persone ha organizzato un presidio davanti ai cancelli della fabbrica di Scorzè.
Per poi dirigersi in via Drizzagno, sulla regionale 515, per rallentare il traffico e consegnare un volantino dove spiegano i perché della protesta. «Ho da pagarmi la casa - dice
Andrea Calzavara - e una figlia di 17 mesi da far crescere. Non so cosa fare. Già ad agosto ci avevano chiesto di fare una settimana di vacanza in più e questo ci aveva insospettiti». Il marito di
Diana Bettero è addirittura costretto ad andare allestero. «Ha lavorato con me in Aprilia per dieci anni - commenta la donna - ma ora abbiamo deciso che debba andare altrove a cercar fortuna. Fino a fine 2008 lavorerà in un villaggio turistico e poi a 2009 partirà ancora. Abbiamo dovuto fare così, se no a casa non si mangia».
Anche
Federica Runco vede nero. «Ho un mutuo e la macchina da pagare - osserva disperata - e ora dovrò cercarmi un secondo lavoro se voglio arrivare a fine mese». Non se la passa bene neppure
Eleonora Zampieri. «Sono in cassa integrazione - dichiara - e lo stesso il mio fidanzato che lavora a Porto Marghera. Vogliamo solo delle certezze da Piaggio. Roberto Colaninno sa che ci troviamo in questa situazione?». Per i veterani degli operai di Aprilia questa è una delle crisi più nere degli ultimi anni. «Cè poco da fare - dice
Luigi Marini - in magazzino abbiamo 16 mila pezzi fermi. Questi dovrebbero essere mesi dove si produce in vista della primavera e invece siamo strapieni di invenduto». Gli fa eco
Paolo Sacchetto. «Non sappiamo quali saranno i nuovi modelli pronti ad entrare sul mercato - precisa - e non cè chiarezza da parte di Piaggio. E alla fine ci rimettiamo sempre noi lavoratori». Anche per
Pasquale Di Cresce il futuro è nero: «Il momento è delicato e per la prima volta non siamo riusciti a portare a casa niente. Infatti non abbiamo firmato la cassa integrazione».
Da Piaggio, invece, arriva ancora una volta linvito ai lavoratori a stare tranquilli in vista del 2009, con una previsione di dati in crescita.
Frattanto lassessore provinciale alle Attività produttive Giuseppe Scaboro ha convocato per domani alle 14.30 un incontro col sindaco di Noale Carlo Zalunardo e il commissario di Scorzè Luigi Pizzi. «E un primo passo - dice - per concordare con tutte le parti le iniziative per ridurre limpatto della crisi economica. Sono in apprensione per il rischio di crisi delleconomia reale che coinvolge il nostro territorio».