ARCHIVIO la Nuova Venezia dal 2003

Asl 12 e invalidi alla guerra dei numeri


 Numeri da record per la commissione invalidi dell’Asl 12. Negli ultimi quattro anni il numero di prestazioni è salito dalle 6.899 del 2003 alle 7.475 del 2005 alle 15.035 del 2007. E grazie alle economie di scala all’incremento di prestazioni corrisponde un parallelo decremento del costo totale in carico all’Asl: da 42,85 euro del 2003 a 24,02 euro del 2005 a 14,63 euro del 2007. Critiche dall’Anmic, l’associazione invalidi civili: «E’ l’ennesima conferma che l’Asl in questi anni ha puntato solo a fare numeri».
 I numeri forniti dall’Asl 12 sono impressionanti, soprattutto se confrontati con quelli di altre aziende sanitarie. Nel corso del 2007 l’équipe guidata da Sergio Lafisca ha effettuato 6.488 accertamenti domiciliari a fronte dei 451 dell’Asl 10 San Donà, 643 dell’Asl 13 Mirano-Dolo e 538 dell’Asl 14 di Chioggia. In pratica l’Asl 12 effettua un terzo delle visite domiciliari di tutto il Veneto.
 E’ inoltre al secondo posto in Regione per numero di giorni (venti) trascorsi dal momento della domanda al momento della visita ambulatoriale o domiciliare (a fronte dei 60 dell’Asl 14 e dei 70 dell’Asl 13 o degli 85 per la visita ambulatoriale all’Asl 10).
 L’Asl 12 rivendica inoltre altri primati. Tra questi un numero di sedute settimanali pari a cinque volte la media regionale. E grazie alla legge dei grandi numeri questo consente un risparmio per l’Asl di 320 mila euro all’anno rispetto alla media regionale. Risultati lusinghieri anche sul fronte delle domande non evase: al 31 dicembre 2007 erano 600, a fronte delle 700 dell’Asl 10, ma anche delle 480 dell’Asl 13 e delle 57 dell’Asl 14.
 Infine l’Asl 12 (aggregata alla 10 di San Donà) si colloca all’undicesimo posto assoluto in Italia come numero di pratiche lavorate e trasmesse all’Inps, superando città come Firenze, Torino, Bologna e Genova.
 «Questi sono i numeri forniti dall’Asl 12 e trasmessi alla Regione - osserva Bruno Vidal, presidente provinciale dell’Anmic, l’associazione invalidi civili di Venezia - Peccato che alcuni di questi numeri vengano letti con il sorriso sulle labbra da parte di chi riveste analoghe funzioni in altre Asl. Del resto sono numeri che si commentano da soli. Un esempio: i 6.500 accertamenti domiciliari del 2007. Significa oltre 500 accertamenti domiciliari al mese. Numeri da brivido considerando gli organici delle commissioni. Colpisce poi la sproporzione con le altre Asl: dieci volte tanto. E’ evidente che qualcosa non torna».
 Le commissioni invalidi e patenti dell’Asl 12 erano finite nell’occhio del ciclone la scorsa estate. Accusate di essere composte da personale con scarsa sensibilità (è intervenuto anche l’Ordine dei medici) e di applicare protocolli talmente rigidi da costringere molti utenti a emigrare fuori provincia.
 In una recente assemblea convocata nella sede del Dipartimento Prevenzione in piazzale Giustiniani a cui hanno partecipato il direttore del Dipartimento Sergio Lafisca, il presidente dell’Ordine dei medici Maurizio Scassola, l’Anmic e i rappresentanti di altre associazioni (Annfass, l’Ente nazionale sordomuti, l’Unione italiana cicechi) si era cercato di raggiungere un primo punto d’incontro. L’Asl 12, in particolare, soltanto recentemente ha chiesto all’Anmic di comunicare il nominativo del medico di categoria che dovrà partecipare alle sedute delle future commissioni.
 «Non si tratta di un favore che ci fanno - conclude il presidente dell’Anmic - Si tratta di un preciso dispositivo di legge che, negli ultimi quattro anni, è stato disatteso». Una manchevolezza grave, ad avviso del presidente dell’Anmic. A voler essere fiscali «tutti i verbali di riconoscimento di invalidità civile, accertamento dell’handicap e accertamento della disabilità sottoscritti da un medico non nominato dall’Anmic risultano essere nulli o illegittimi. E dato che, per legge, abbiamo la rappresentanza e la tutela degli invalidi civili vogliamo andare fino in fondo per difendere i diritti dei nostri assistiti».
- Massimo Scattolin