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Aprilia e Pometon, 500 in cassa integrazione


 SCORZE’. Torna l’incubo della Cassa integrazione: 347 allo stabilimento Aprilia di Scorzè, 145 alla Pometon di Maerne di Martellago, in totale quasi 500. Lo scenario è dei più neri. A Scorzè la produzione di moto e scooter si ferma per tre settimane, dal 3 al 22 novembre. Una ulteriore settimana di Cassa integrazione ordinaria (Cio) potrebbe arrivare nel mese dicembre. E’ la prima grande crisi del gruppo fondato da Ivano Beggio dopo quella, di fine 2005, poco dopo il passaggio nelle mani di Roberto Colaninno.
 La Cassa integrazione all’Aprilia, sui cui Cisl e Cgil non hanno firmato l’accordo, è stata presentata ai rappresentanti sindacali in un incontro che si è tenuto mercoledì nella sede di Unindustria. Per l’azienda c’erano Diego Petitto e Rosanna Camagni, rispettivamente responsabili delle relazioni sindacali e industriali del gruppo di Pontedera. La scelta di attivare la procedura per la Cassa integrazione è stata motivata con il calo dei consumi, che negli ultimi mesi hanno colpito anche il settore delle due ruote, e con la difficolta per le aziende concessionarie di accedere ai finanziamenti delle banche. Insomma: essendosi stretta la disponibilità degli istituti di credito a prestate contanti, le concessionarie di moto avrebbero anche ridotto il volume degli ordini. Da qui la necessità di attivare una Cassa integrazione che tuttavia non convince i sindacati. Tanto da non firmare l’accordo. Una rottura che non era mai avvenuta nella storia delle relazioni industriali tra i sindacati a l’azienda. «Aprilia non vuole fare chiarezza sulla sua situazione», spiegano Michele Zanocco, segretario regionale della Fim Cisl e Adriano Pomiato, della Fiom Cgil, che oggi incontreranno i lavoratori della fabbrica di Scorzè, in un assemblea di tre ore, mentre il tre novembre incontreranno i lavoratori di Noale, sede degli uffici amministrativi e della progettazione. «Rivendichiamo un tavolo di confronto vero - aggiungono i due sindacalisti - dove vengano esplicitate le reali intenzioni dell’azienda, sia per far fronte a questa situazione congiunturale, che potrebbe durare a lungo, sia sul mantenimento degli impegni industriali, come gli investimenti e la progettazione dei nuovi modelli». Il quadro della stagione produttiva per il 2009 è preoccupante, e non solo all’Aprilia. A Maerne (dove la Pometon ha aperto dal primo gennaio 2008 una procedura di Cassa integrazione straordinaria per la ristutturazione della fabbrica) la richiesta di Cassa integrazione ordinaria è partita ieri. Il provvedimento è stato chiesto a partire da lunedì prossimo, per 145 dipedenti, praticamente tutti. Non c’è però ancora stato un confronto con i sindacati, per decidere i tempi e i modi. «Ci incontreremo mercoledì - fa sapere Stefano Boschin, segretario provinciale della Fim Cisl - per capire quali sono le reali intenzioni dell’azienda». Anche in questo caso la proprietà dell’azienda, che lavora per il settore dell’Automotive, ha giustificato la richiesta con il drastico calo degli ordini.
- Francesco Furlan

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