27 aprile 2008 —
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sezione: Provincia
SPINEA. Il pubblico ministero, in aula, aveva chiesto lassoluzione e, quando il Tribunale di Venezia presieduto da Anna Maria Marra aveva assolto i due imputati, il rappresentante dellaccusa naturalmente non aveva presentato appello. Ma nei giorni scorsi lo ha fatto la Procura generale, così si farà di nuovo, questa volta davanti alla Corte dappello, il processo nei confronti di Antonella Agnoli e Mario Raniolo per lappalto della biblioteca comunale di Spinea.
A formare i motivi dappello è stato il sostituto procuratore generale Antonio Cappelleri, lo stesso che probabilmente si presenterà in aula quando la Corte dappello fisserà ludienza. Il processo di primo grado era terminato il 14 dicembre scorso con lassoluzione perchè il fatto non costituisce reato per la Agnoli e perchè il fatto non sussiste per Raniolo. La prima doveva rispondere di abuso dufficio perchè quale componente della Commissione aggiudicatrice dellappalto per la fornitura degli arredi e dellattrezzatura della Biblioteca comunale aveva aggiudicato lappalto alla ditta Harmonie, malgrado le evidenti e palesi violazioni delle norme. Raniolo, invece, era accusato anche di falso perchè come dirigente dellUfficio lavori pubblici aveva attestato la regolare fornitura delle attrezzature da parte della Harmonie.
Le indagini erano durate anni cerano stati anche diversi pronunciamenti amministrativi e polemiche su quel discusso appalto. Secondo laccusa, la gara dappalto per la progettazione e fornitura di arredi della biblioteca a villa Simion era stata pilotata in modo da far vincere limpresa di Bolzano «Harmonie». Erano state tre le imprese a presentare lofferta nella primavera del 2000: «Elvis elettronica» di Padova, «Harmonie project» e «Mio Dino». A vincere la gara era stata la prima, ma la seconda aveva presentato ricorso. Il Tar lo aveva accolto, riammettendola in gara che poi si era aggiudicata. Nel novembre 2001, il Consiglio di Stato cancellava la decisione dei giudici veneti, restituendo laggiudicazione alla «Elvis», che inviava una diffida al Comune. Ma da Spinea facevano sapere allimprenditore Bastianello, che poi avrebbe presentato la denuncia, che non cera più nulla da fare perché l«Harmonie» aveva già eseguito lappalto: il 15 febbraio 2002 Raniolo firmava il relativo certificato. Secondo laccusa un falso, perché i lavori, in realtà non erano stati del tutto ultimati.
Proprio nei giorni scorsi, tra laltro, Raniolo è stato rinviato a giudizio per abuso dufficio per unaltra vicenda. Il pm veneziano Gianni Pipescchi lo accusa di aver autorizzato la «Tirsa Srl» a realizzare il Centro Antares, grande lottizazione con impianti sportivi e negozi, su unarea che il piano regolatore destinava a zona di interesse pubblico: una licenza arrivata a costo zero per la società, senza convenzione con il Comune.
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Giorgio Cecchetti