Montavoci, record e dramma

SARNICO (Bg).Il record mondiale di velocità della classe 1 di offshore ottenuto nel giorno più brutto. Il quarantasettenne pilota veneziano, Giampaolo Montavoci, appena sceso dal catamarano «Foresti & Suardi» e dopo aver fermato i cronometri sui 220 chilometri all'ora, ha ricevuto la telefonata che non avrebbe mai voluto ricevere in un giorno così bello. I parenti, da Venezia, lo hanno informato della morte della madre, Ada Orio, di 86 anni, da tempo malata. Il presidente del Team Veneta Marina, al secondo primato mondiale consecutivo di velocità dopo quello ottenuto il giorno prima nella classe Evolution della Poweboat P1 a bordo del monocarena «Gfn Gibellato» (nella foto), ha onorato, comunque, nel migliore modi la memoria della mamma con una prestazione da incorniciare. Il tutto nella base misurata del lago d'Iseo, a Sarnico, dove il team di Montavoci ha ricevuto un'eccezionale ospitalità da parte dei cantieri Riva, uno dei più famosi al mondo. «Ci hanno offerto tutta la collaborazione di cui avevamo bisogno, al sabato e alla domenica, giorni nei quali abitualmente il cantiere è chiuso - spiega Montavoci - senza chiederci nemmeno un euro. Davvero splendido».
Come sabato, però, non tutto è filato liscio. «Quando eravamo in fase di accelerazione - racconta il throttleman veneziano, che ha ottenuto il primato in coppia con il norvegese Kolbjorn Selmer - ci siamo imbattuti in un ramo che ci ha danneggiato l'elica e il timone. Per fortuna stavamo andando solo a 120 chilometri all'ora, altrimenti le conseguenze sarebbero state ben peggiori. Nonostante tutto siamo riusciti a fermare i cronometri, nel primo senso della base, a 230 km/h, mentre, nel secondo, a poco meno di 215, fissando, quindi, la media a 220». Una velocità, a questi livelli, rilevante, ma sicuramente battibile in condizioni metereologiche migliori. Intanto, però, per quest'anno, nessun avversario di Montavoci avrà il tempo per stabilire un altro record. (d.v.)