Arriva Drascek e stende il Verona


VENEZIA. Cominciamo da Drascek, che non è un fuoriclasse e nemmeno straniero. Ragazzotto col fisico da mediano, cresciuto all'ombra dei cantieri di Monfalcone e decollato nella Primavera del Vicenza, un po' in giro in serie C e adesso chiamato a dare una mano al Venezia. Un quarto d'ora ed ecco un gran destro al volo, da fuori area, più voluto che trovato: un paio di rimbalzi, palla dentro, 1-0 e chiusa la pratica con il povero Verona. Meglio di cosi non poteva cominciare, tre punti dal sapore playoff, la possibilità di dire che il lavoro al mercato di gennaio è stato buono e poi anche un jolly da tenersi in mano: se ieri a Sant'Elena abbiamo preso un freddo becco e sul piano calcistico non si è visto granchè, vuol dire che verranno tempi migliori. Tempi nei quali il Venezia, ora assestato in zona playoff (freccia e sorpasso ieri sul Padova frenato a Manfredonia), continuerà a far rispettare la legge del Penzo, magari divertendo anche.
Partita incolore.Raccontato il gol da applausi, il più è fatto. Il Verona è poca cosa, anche nel suo caso la classifica dice la verità. Prova ne sia il fatto che il prode Alfonso, al pari di Drascek al debutto in maglia arancioneroverde (anzi, in maglia del Centenario, tre su tre finora sempre vincente) vive un pomeriggio di tutto riposo. Vuoi perche la difesa veneziana non concede spazi ai veronesi, vuoi perchè i veronesi gli spazi non riescono a trovarli, giocando con due punte molto vicine e due esterni che in realtà scendono raramente sul fondo per il cross. Di apprezzabile sul fronte veneziano c'è una gestione molto attenta del vantaggio e della partita, sia sul piano tecnico (rischio zero) sia su quello nervoso, dove stavolta non ci sono stati gli inutili eccessi visti a Sassuolo. E quando Ezio Brevi ha cominciato ad accusare stanchezza attraverso qualche fallo in più, ha visto bene il 'rosso" Favaretto ordinando il cambio. Il resto? L'1-0 resta inchiodato, Veronese un gol lo fa ma l'assistente ha la bandierina in alto da qualche secondo, Antenucci invece il gol se lo mangia all'inizio del secondo tempo, due palloni Rafael De Andrade portiere brasiliano li para e poi veramente non resta che aspettare il 90'.
Verona in picchiata.Una considerazione ai margini della partita: se qui in laguna si ricordano con sospiri i tempi d'oro, cosa devono fare a Verona? Meno di 25 anni fa avevano lo scudetto cucito sul petto di Elkjaer, Galderisi e Piero Fanna, ora si ritrovano come le anime di quel girone dell'inferno dantesco, quello maleodorante. Ed è comunque un peccato, per tutto il calcio Veneto ma anche nazionale. In questo momento credere nella salvezza gialloblù è veramente difficile.
Scelte.Da domenica prossima D'Adderio avrà scelte più ampie, tenuto conto del rientro di Mei e Mattielig. E prenderà forma il Venezia candidato a giocarsi questo sprint finale per una poltrona playoff. Da aggiungere comunque che Taurino non è da bocciare, anche se la prima impressione è stata quella di un giocatore non ancora ben inserito nei meccanismi della difesa. Al Venezia tutto sommato conviene fare il tifo per il Cittadella nel posticipo di stasera, in modo da tenersi il Foggia più lontano possibile. Altrimenti domenica troverà uno 'Zaccheria" infuocato e deciso a sospingere i rossoneri di nuovo nel gruppone che può sperare qualcosa.
Tafferugli.Qualcosa di spiacevole è successo prima della partita, quattro veronesi arrestati, momenti di tensione e un locale pubblico danneggiato. Lasciamo tutto alle pagine di cronaca. In campo invece, provenienti dalla curva veronese, molti fischi all'ingresso di Cissè, il loro attaccante che arriva dalla Guinea. Perchè è considerato scarso o perchè è nero...?

Carlo Cruccu