12 gennaio 2008 —
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sezione: Economia
ROMA. In tutta Italia hanno bloccato il lavoro per sostenere i sindacati impegnati nel rinnovo del contratto nazionale. I metalmeccanici - secondo i sindacati hanno scioperato all80% e secondo la Federmeccanica al 30% - hanno reso molto visibile la protesta bloccando strade e simbolicamente anche alcune stazioni ferroviarie. Nel pomeriggio un incontro ristretto con i segretari generali della categoria e i dirigenti della Federmeccanica si è concluso verso le 19 ed è stato riaggiornato a stamane.
Anche perché, dicono i sindacalisti, i punti controversi sono stati presentati tutti in un pacchetto e si aspetta una risposta altrettanto organica dagli imprenditori.
Lappuntamento è per le 11.
La rivendicazione salariale è di 117 euro in media più 30 euro per i lavoratori che non hanno la contrattazione aziendale. Le imprese si sono dette disponibili ad aumenti medi di 100 euro ma solo legando un terzo di questa cifra a miglioramenti della produttività, chiedendo in particolare maggiore flessibilità nel lavoro. Sullorario, le posizioni delle federazioni metalmeccaniche sono pressocché uguali.
Antonino Regazzi, segretario generale della Uilm: «Non ho letto da nessuna parte posizioni sostanzialmente diverse dalle nostre neppure in Fiom, si tratta solo di sfumature». Insomma diversità appianabili che possono offrire sponde di trattativa e di soluzioni. Per ora la trattativa è andata al rallentatore con laccordo trovato solo sui temi normativi meno complicati, come reperibilità, sicurezza, parte della parificazione tra operai e impiegati.
Esiste però certamente un atteggiamento diverso dei sindacalisti nei confronti delle proteste che sono sfociate in alcuni casi in blocchi di strade e binari. Secondo Gianni Rinaldini, segretario Fiom, le proteste «esprimono il livello di tensione che cresce tra i lavoratori». Dello stesso avviso Antonino Regazzi della Uilm. Giorgio Caprioli, segretario generale della Fim, ha convenuto che lo «sciopero è andato bene» e bisogna che le aziende ne tengano conto.
Circa 150 metalmeccanici appartenenti alle sigle sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, hanno presidiato la sede romana della Confindustria, chiedendo risposte immediate alle richieste del contratto scaduto da cinque mesi. La Milano-Brescia e la Milano-Varese sono state simbolicamente bloccate per unora. A Torino il corteo si è aperto con uno striscione che diceva «Tutti insieme e contratto subito». Seguiva uno striscione della Thyssenkrupp rosso listato a lutto. Il corteo si è concluso a Piazza Castello. Circa 500 operai hanno bloccato la stazione di Genova Brignole. In Emilia circa 10.000 lavoratori hanno partecipato a un corteo che si è sviluppato lungo la tangenziale di Bologna.
Solidarietà alla protesta dei metalmeccanici è stata espressa dal ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, da una nota della Sinistra Democratica, da Walter Veltroni che a nome del Pd ha detto: «Siamo solidali con la battaglia dei metalmeccanici». Il senatore del Pdci Dino Tibaldi e Pietro Folena, portavoce di Uniti a Sinistra, hanno invitato anche il governo ad accelerare la verifica sugli aumenti salariali «per dare un riconoscimento economico ai sacrifici dei lavoratori».
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Antonella Fantò