SEGUE DALLA PRIMA E in questa situazione la nuova dirigenza della portualità veneziana potrà contribuire in maniera sostanziale al rilancio della competitività del nostro territorio e alla crescita delle attività economiche. Ho apprezzato lo spazio che questo giornale ha voluto dedicare al tema in queste settimane. A pochi giorni dalla selezione della terna dei candidati su cui saranno chiamati a esprimere il loro parere la Regione e il governo centrale, credo sia opportuno provare a esplicitare i nodi su cui siamo chiamati a riflettere per selezionare il profilo di chi guiderà questa importante infrastruttura.
Le ragioni che rendono il porto di Venezia una risorsa chiave per il nostro territorio sono diverse. La prima riguarda il ruolo della portualità in uneconomia sempre più globale. Nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una profonda trasformazione delleconomia del nostro paese: i nostri imprenditori hanno deciso di riorganizzare i propri processi produttivi ricollocando parte delle attività manifatturiere nei paesi emergenti, in particolare in Cina. Le ricerche commissionate dalla Provincia al Coses e a Venice International University per la redazione del Ptcp hanno messo bene in evidenza come questo processo di internazionalizzazione delleconomia ha contribuito, in particolare nel Nordest, a trasformare la forma dei nostri distretti e il modo in cui sono chiamate a operare le nostre piccole imprese. Oggi abbiamo bisogno di infrastrutture in grado di supportare questo percorso di globalizzazione in un disegno di scala regionale e nazionale, capace di integrare tutte le principali infrastrutture che svolgono funzioni logistiche, prime fra tutte il porto di Trieste e e gli interporti di Padova e Cervignano. In questa prospettiva il porto di Venezia è chiamato a intraprendere un percorso per molti aspetti simile a quello già avviato diversi anni fa dai principali porti del Nord Europa: lobiettivo è quello di aggiungere alle tradizionali funzioni terminalistiche anche lattività logistica e di servizio per le imprese manifatturiere.
Questo percorso, lo sappiamo da tempo, non potrà essere compiuto senza il contributo di nuovi soggetti, preferibilmente di scala internazionale. Questi nuovi investitori dovranno contribuire alla competitività del territorio portando nuove competenze e nuove professionalità in unarea che, va sottolineato, ha già fatto molto per aggiornare la propria offerta di servizi. La possibilità di attrarre a Venezia nuovi capitali non va in alcun modo considerata una minaccia; al contrario, deve essere letta come il segno delle potenzialità di un territorio che vuole avviare quanto prima una nuova stagione di sviluppo su scala metropolitana e regionale.
Un secondo ordine di ragioni che rende il porto uninfrastruttura cruciale nel futuro dellarea riguarda la crescita del traffico turistico legato al mercato delle crociere. I flussi turistici legati allarrivo e alla partenza via nave sono cresciuti in modo sensibile nel corso degli ultimi anni e le stime parlano di un trend positivo anche per il prossimo futuro. Nelle scorse settimane si è discusso vivacemente sulla stampa locale sulla possibilità di una riorganizzazione complessiva del traffico passeggeri da Venezia alla terraferma. Credo sia opportuno fare un passo per volta. Non si tratta in alcun modo di negare la bontà degli investimenti già fatti e delle scelte effettuate in questi anni: si tratta piuttosto di capire, di concerto con gli operatori del settore crocieristico, quali possano essere le opportunità di sviluppo per nuovi snodi a sostegno dei flussi turistici. La proposta della Provincia di riflettere su un ampliamento delle strutture al di fuori dellattuale terminal passeggeri punta a mettere a fuoco le opportunità che queste operazioni potrebbero generare, in particolare la possibilità di mettere a punto una nuova generazione di servizi per il turista internazionale e lo smistamento di flussi turistici sullintero territorio regionale. Il passaggio a funzioni logistiche così come la messa a punto di una strategia di sviluppo per le funzioni di terminal crocieristico sono due aspetti che richiedono un nuovo profilo del presidente dellAutorità Portuale. E necessaria più attenzione al dialogo con gli operatori attivi sul territorio (non solo veneziano, ma anche regionale) e più capacità di integrazione con i grandi operatori di livello internazionale. E necessaria una maggiore attenzione al ruolo che il porto può avere come promotore di di sviluppo per la città e per la regione nel suo complesso. Il porto di Venezia deve contribuire in modo sostanziale alla competitività complessiva del nostro territorio e, mai come ora, vi sono le premesse perché questo possa diventare realtà. E su questa sfida e su questo obiettivi che si giocherà, in ultima analisi, la scelta fra i diversi candidati.
Davide Zoggia (*) presidente della Provincia