Montefibre, Solvay, Ineos, Dow ritorna l'incubo della chimica


MARGHERA.La chimica di Porto Marghera torna a precipitare in un clima di assoluta incertezza sul futuro delle sue produzioni e di circa 3 mila posti di lavoro.
Al «fantasma» dei cassintegrati di Dow Chemical - che l'anno scorso ha chiuso il Tdi - che, malgrado gli impegni, non hanno ancora nessuna garanzia su un nuovo posto di lavoro; si aggiunge, ora, il rischio di nuove chiusure di impianti con altre centinaia di licenziamenti. Oggi alla Montefibre si tiene l'assemblea sindacale per decidere nuove iniziative di protesta, dopo l'annuncio della messa in cassa integrazione di 145 dei 351 dipendenti. Montefibre è quotata in borsa e nel primo semestre 2007 ha registrato una nuova riduzione dei ricavi netti, mentre l'indebitamento è arrivato a 47,9 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di 123 milioni di euro.
Alla Solvay Fluor altri 160 lavoratori, dopo una settimana di scioperi e presidi, aspettano con molta preoccupazione le decisioni, sul piano di ristrutturazione industriale, che prenderà il consiglio di amministrazione della multinazionale chimica, presente in 50 stati del mondo con circa 400 tra sedi e stabilimenti che danno lavoro a circa 30 mila dipendenti. Quello che temono i lavoratori è che il vertice della Solvay, che si riunirà il 25 ottobre a Bruxelles, decida di abbandonare il sito di Marghera che da tempo è in passivo a causa della crisi di vendite nel mercato internazionale del meforex 134.
Malgrado l'accordo siglato un anno fa a Roma, proprio per mettere «nero su bianco» gli impegni delle società che operano al Petrolchimico e garantire, progetti e investimenti a Porto Marghera. Da allora poco sui è avverato, anche per colpa - sostengono tanto le aziende quanto i sindacati dei lavoratori - a causa della lentezza delle procedure di autorizzazione dei progetti, previsti dall'accordo firmato l'anno scorso a Roma - presentati da tempo, in qualche caso da anni. I sindacati di categoria di Cisl, Cisl e Uil continuano a chiedere al ministro dello Sviluppo, Bersani, la riconvocazione del «tavolo nazionale» per la chimica di Porto Marghera e ricordano, a chi non ne avesse ancora preso atto, che il poco chimico veneziano non è più in grado di riassorbire, al suo interno, i lavoratori che vengono licenziati da produzioni dismesse. La prova sono i circa 70 dipendenti di Dow Chemical che, a un anno dalla chiusura degli impianti del Tdi, non hanno trovato un nuovo posto di lavoro, malgrado gli impegni sottoscritti da Eni e dalle altre società chimiche che operano a Porto Marghera; nemmeno se si comprende la raffineria di petrolio che marcia a gonfie vele e ha in programma oltre 400 milioni di euro di investimenti. Anche il consorzio Spm che con 241 dipendenti (ereditati da Enichem) gestisce tutti i sevizi comuni (gestione acque e scarichi, portinerie e sorveglianza, ecc.) del Petrolchimico, non è più in grado di fare nuove assunzioni a causa della riduzione di entrate dovuta alla chiusura del Tdi. A rischio, oltretutto, c'è anche il «ciclo del cloro» che aspetta l'eliminazione delle celle al mercurio dall'impianto del Clorosoda di Eni (Syndial) e la sua vendita a Ineos Vinyls, restano al palo. Ineos (che aspetta ancora il «Via» al bilanciamento di cvm-pvc e si appresta a presentare il progetto di costruzione di una nuova centrale termoelettrica da 400 mw) nelle scorse settimane ha formalizzato l'acquisto di un impianto di Clorosoda (di proprietà anche quello di Syndial), ma in Sardegna; quello di Porto Marghera - annunciato da anni - resta, invece, in attesa di una decisione che Ineos lega all'effettiva auorizzazione dell'aumento di produzione di cvm e pvc. A questo punto tutti aspettano la riconvocazione del «tavolo nazione», ma prima di farlo il ministro Bersani vuole che il sindaco Cacciari, il presidente della Provincia Zoggia e il «governatore» Galan si mettano d'accordo tra loro sulla linea da tenere, in modo da evitare ripensamenti sugli accordi raggiunti, come è successo l'anno scorso quando, all'ultimo momento, la Regione non firmò.

Gianni Favarato