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Borse, Londra perde l’1,60% si salva solo Francoforte Milano, tonfo Saras (Moratti)

 MILANO. Il panico che si è scatenato attorno alla Northern Rock provoca ribassi nelle Borse europee. La banca inglese ha fatto sapere di non aver ancora utilizzato il prestito d’emergenza che venerdì è stato elargito dalla Bank of England, ma chi muove denari sulle piazze di tutto il mondo ha comunque preferito vendere.
 A Londra l’indice Ftse ha perso l’1,60%, più lieve la flessione a Francoforte (solo lo 0,24%), ma va male il Cac 40 a Parigi (-1,8%). Giù Zurigo (-0,99%) e il Mibtel in Piazza Affari (-1,13%). A due ore dalal chiusura, Dow Jones a -0,38% e Nasdaq a -0,81%.
 Le parole arrivate dall’Inghilterra non hanno tranquillizzato i mercati. «I risparmi sono al sicuro - ha detto un portavoce di Northern Rock - e la Banca d’Inghilteerra non ci avrebbe dato il prestito se non fossimo stati solvibili e ben capitalizzati». Dopo queste parole, però, è arrivata la decisione di Fitch (un’agenzia specializzata nello studio del debito) che ha declassato da “A” ad “A-”, il rating a lungo termine di Northern Rock. Insomma, dopo le turbolenze di questi giorni, l’importante banca britannica è un po’ meno affidabile.
 Poco prima dell’apertura delle Borse sono arrivate anche le parole di Henry Paulson, segretario Usa al Tesoro, in questi giorni in visita in Europa. «Le turbolenze dei mercati finanziari, legate alla crisi dei mutui, continueranno ancora per un po’ di tempo», ha spiegato. Lo stesso Paulson ha poi detto che «i mercati finanziari sono forti e la crisi dipende dalla cattiva gestione degli istituti finanziari».
 Insomma, lo scenario, ieri mattina, non era luminoso e le Borse hanno aperto in ribasso. A Londra, Northern Rock stava perderndo il 29% e subito le vendite si sono estese ai titoli delle altre banche. Royal Bank of Scotland e Barclays hanno perso rispettivamente il 2,5% e il 5,5%. Malissimo (con cali superiori al 30%) le azioni delle banche più specializzate nel settore dei mutui e dei prestiti.
 A Francoforte male Bechtle (-4,48%), Gea Group (-34,25%) e Deutz (-2,33%). A Parigi, giornata da dimenticare per Alcatel Lucent (-5,23%), Lafarge (-3,54%), Michelin (-3,46%) e Bnp Paribas (-2,46%).
 Anche a Milano ci sono state vendite sui bancari: -1,17% Unicredit, -1,22% Capitalia, -2,16% Banco Popolare, -1,78% Monte dei Paschi, -0,91% Mediobanca. I titoli peggiori, però, sono stati quelli dei cementi e delle costruzioni: -6,20% Impregilo, -2,42% Buzzi Unicem, -3,20% Cementir e -1,66% Italcementi. Male anche Fiat (-2,79%), Parmalat (-2,01%) e StMicroelectronics (-2,99%). In ribasso i titoli dell’energia: giù le Eni (-1,30%) e Erg (-1,66%). Forte calo per le Saras (-5%) della famiglia Moratti a causa di una notizia sui bassi margini e sui limiti di produzione.
 Il collasso della banca inglese ha messo sotto pressione la sterlina. Ora occorrono 0,6929 pounds per acquistare 1 euro. Secondo gli operatori, diventa impossibile, davanti a questo scenario, un ribasso dei tassi in Inghilterra.
 Infine il petrolio. Ieri sera a New York ha toccato un nuovo record: 80,50 dollari al barile contro i 79,10 della chiusura di venerdì. (g.f.)