Rosetta Pizzo e Renzo Casellato premiati con il «Martinelli» per la lirica

PIACENZA D'ADIGE.Voce di timbro rarissimo, dalla non comune estensione, che le permette di eseguire con naturalezza qualsiasi virtuosismo vocale. Rosetta Pizzo, formatasi a Venezia sotto la guida di Maria Carbone, è ritenuta l'erede incontestabile di Toti Dal Monte. Di terra veneta, è nato ad Adria, anche Renzo Casellato che nel 1959 partecipa alla storica registrazione a Londra della «Lucia di Lammermoor» con Maria Callas diretta dal maestro Serafin. In quarant'anni di carriera ha lavorato con artisti e registi di primo piano come Bruson, Zeffirelli, Enriques, Ronconi e Albertazzi. Una soprano ed un tenore veneti, dunque, verranno premiati a «Voci liriche sotto le stelle», l'undicesima edizione del premio «Giovanni Martinelli» il prossimo 24 agosto, come di consueto, nella piazza di Piacenza d'Adige, un piccolo paese della Bassa Padovana dove il celeberrimo Martinelli aveva una vasta proprietà agricola che in età avanzata spesso ritornava a visitare. «Lo vidi un'unica volta. Mio nonno, proprietario di un terreno confinante a quello del grande tenore - spiega Maurizio Saltarin, ideatore e padre putativo del Premio - me lo additò dicendomi che cantava al Metropolitan di New York e che era considerato l'erede di Caruso. Allora ero piccolo ma quella figura rimase per me avvolta nella leggenda tanto che, a distanza di anni, ora sto studiando la sua memoria discografica». Senza dubbio una leggenda. Martinelli debuttò il 2 dicembre 1910 con lo Stabat Mater di G. Rossini al Teatro Dal Verme di Milano, e il 29 dicembre successivo con Ernani di G. Verdi. I consensi furono tali da indurre Giacomo Puccini e Arturo Toscanini ad invitarlo, l'anno successivo, a Roma per le recite italiane de La fanciulla del West. Nel 1912, al Covent Garden di Londra, esegue Aida, Manon Lescaut e La Fanciulla del West, consacrandosi artista di rango internazionale. Il debutto alla Scala di Milano è del 29 dicembre 1912, ancora con il capolavoro pucciniano. L'anno dopo, con La Bohème, inizia una lunga collaborazione con il Teatro Metropolitan di New York che durerà sino al 1946 per un totale di 650 recite. In programma per la serata, oltre alle premiazioni, anche un'opera. Per il piacere dei numerosi presenti (l'anno scorso erano accorsi in 2000) Saltarin sarà «Manrico», protagonista de «Il Trovatore», affiancato dal baritono Mauro Augustini e dal soprano Paola Sanguinetti, diretti dal maestro Stefano Giaroli. In caso di maltempo tutti al teatro Politeama di Badia Polesine. (Beatrice Andreose)