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Lo sciopero della security blocca l’aeroporto

 Lo sciopero di Save Security ha mandato in tilt l’aeroporto Marco Polo per l’intera giornata. Sono stati cancellati cinque voli: tre partenze (per Parigi, Napoli e Roma) e due arrivi. E ritardi: le partenze mediamente sono slittate di 50 minuti. Ma al di là delle medie ci sono stati più di 20 voli che tra la mattina e il primo pomeriggio hanno accumulato almeno un’ora di ritardo. Non sono mancate naturalmente situazioni più gravi, come quella del volo per Barcellona della Spanair, che doveva partire alle 11.45 ed è decollato con due ore e mezza di ritardo alle 14.15. File interminabili ai varchi di partenza, con la gente in coda fuori dall’aeroporto. Alle 12 c’erano circa 1.200 persone in due code, metà fuori e metà dentro l’aerostazione.
 La gente imbufalita si è comportata civilmente forse anche perché c’erano i carabinieri che cercavano di badare all’ordine delle file. Tutto questo è stato la conseguenza dell’agitazione del personale della sicurezza dell’aeroporto. Su 135 addetti, 57 sono stati comandati per garantire il servizio minimo necessario mentre 78 (oltre il 50% dei dipendenti) hanno aderito allo sciopero. Al contrario all’aeroporto di Treviso, dove la Save Security ha 40 dipendenti, l’astensione dal lavoro non ha avuto adesioni e il servizio è stato regolare. Per questa ragione la Lufthansa, compagnia di bandiera tedesca, ha dirottato alcuni voli a Treviso. Invece la British Airways ha spostato alcune partenze a Verona. Lo sciopero del personale della sicurezza ha ridotto la possibilità dell’aeroporto di tenere aperti i varchi. Infatti, su nove, ieri, ne sono stati attivati cinque. Quindi, se i passeggeri ai check-in facevano delle file normali, poi per prendere i voli hanno fatto delle code smisurate.
 Per Save lo sciopero ha causato più o meno gli stessi disagi di quello analogo dello scorso febbraio, mentre per il sindacato ieri i problemi ai voli sarebbero stati maggiori. Di sicuro il sole di ieri ha contribuito a rendere meno disagevole l’attesa dei viaggiatori in coda fuori dall’aeroporto. Le facce del disagio dei viaggiatori sono state diverse.
 «Questi scioperi sono usanze barbare - ha affermato Luigi Cossu, diretto a Cagliari - perché non è possibile che lo scontro tra addetti aeroportuali e datori di lavoro si scarichi sui viaggiatori, che con tutto questo non hanno niente a che vedere. Sarebbe ora che si trovassero delle forme diverse per regolare questi conflitti. Ci ho messo un’ora per arrivare da Mestre all’aeroporto, arrivando un’ora prima per il check-in. Sono in fila da un’ora e chi sa quando potrò partire». All’opposto l’atteggiamento di Luigi Rossettini, diretto in Normandia e che viaggia spesso per lavoro: «E’ comprensibile che anche i lavoratori aeroportuali debbano scioperare, per lottare per i loro diritti. Non rimane che avere pazienza, in questi casi. Certo, forse l’aeroporto dovrebbe essere in grado di avere un’organizzazione migliore in questi casi, magari per far sì che nelle file abbiano la precedenza quelli che hanno l’aereo che parte per primo». «Sono arrabbiato - ha tuonato Vincenzo Manfredi, diretto a Napoli - perché è mancata completamente l’informazione da parte della compagnia con cui devo volare, l’Alitalia. Ieri ho letto sui giornali dello sciopero e quando ho chiamato la società aerea mi hanno detto che oggi non ci sarebbero stati problemi, cose da matti! Poi arrivo qui prima per sicurezza e trovo chiusi i banchi del check-in. Si tratta di mancanza di organizzazione. Ora io faccio la fila per l’imbarco, mentre mia moglie aspetta di fare il check-in, perché se facessimo una fila per volta non partiremmo più. Negli Stati Uniti hanno avuto l’11 settembre ma lì cose del genere non succedono». «Purtroppo non è la prima volta che subisco disagi del genere, viaggiando - afferma Adriana, diretta a Parigi - ma mi è successo anche di peggio. Una volta in Francia ho atteso il volo per tre ore».
 Il 19 febbraio scorso disagi analoghi, sempre al Marco Polo di Tessera, per lo sciopero di 8 ore indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl degli addetti di Save Security. Erano rimasti aperti solo 5 dei 9 varchi. Lunghe code di viaggiatori in attesa di passare sotto gli archetti del metal detector e del radiogeno, con un’ora di ritardo in media per tutti i voli decollati da Venezia. In febbraio la fila arrivava fino alle scale mobili della sala partenze.
 C’era stata anche tensione sul piano sindacale. Per Save lo sciopero era illegittimo: «Il contratto integrativo aziendale scade nel 2008, la retribuzione degli addetti è stata incrementata del 10% ed è superiore alle altre società di vigilanza del territorio».