«A4, apriamo al traffico la corsia d'emergenza»


«Tra due anni avremo il Passante ma per la terza corsia sulla Trieste-Venezia ci vorranno altri sette, otto anni di attesa. Se io fossi Autovie Venete andrei da Anas e Ministero a proporre di utilizzare, in questo periodo, la corsia di emergenza come terza corsia fino all'altezza di Portogruaro, gestendo il traffico in determinati orari della giornata attraverso i pannelli. Come abbiamo fatto noi in tangenziale». Caos in autostrada, Lino Brentan, ad dell'Autostrada Venezia-Padova lancia una nuova proposta.
Trasformare, come si è fatto in tangenziale a Mestre, la corsia di emergenza della Trieste-Venezia in terza corsia, utilizzabile negli orari di maggior congestione attraverso i pannelli a messaggio variabile. Per curare l'autostrada killer, arriva una nuova proposta da Lino Brentan, amministratore delegato della Serenissima che preferisce una terza corsia dinamica provvisoria al numero chiuso per i tir, rilanciato dal viceministro De Piccoli. Una ipotesi che l'assessore veneto ai Trasporti Renato Chisso ieri non ha affatto bocciato. «Fermare i camion? Questi sono solo pannicelli caldi - spiega il politico - Non è affatto male l'idea di Brentan ma se penso a quanto si è fatto a Mestre, ricordo che ci sono voluti tre anni che è un tempo sufficiente per magari cominciare a veder la luce per la terza corsia». Brentan cita i dati degli effetti del sistema T3 sulla tangenziale di Mestre: la terza corsia dinamica ha permesso in tre anni di aumentare del 30,35 per cento la velocità di movimento dei veicoli e di ridurre del 70% il tasso di incidentalità.
«Fermare il traffico non può essere la soluzione - continua l'ad della Venezia-Padova - ma lo è utilizzare le corsie in termini dinamici. Al Brennero lo fanno per un tratto autostradale di 100 chilometri, si può fare da Portogruaro a Mestre, fino all'innesto del Passante a Quarto d'Altino e questo può davvero aiutare nel periodo di transizione per avere un scorrimento più rapido ed una capacità ricettiva più alta». Chisso intanto si prepara domani, a Venezia, al confronto con il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, atteso in città. «Deve partire la terza corsia e questo chiederò con forza al ministro - spiega l'assessore regionale - Si deve inserire la terza corsia nell'accordo istituzionale quadro tra Stato e Regione, come ha segnalato anche il Cipe approvando il progetto preliminare di Autovie, che nell'ambito del rinnovo di concessione attende l'approvazione del piano delle opere. Noi aspettiamo da marzo 2006, dopo aver inviato la documentazione del progetto al ministero. E c'è la questione della ferrovia: Il ministero dell'Ambiente ha indicato che l'autostrada deve andare in affiancamento all'alta velocità ferroviaria. Autovie deve costruire un viadotto, congiunto alla Tac, e spendere i più 350 milioni di euro ma sulla Tac, invece non c'è manco un impegno di spesa? Noi in Venezia con responsabilità abbiamo deciso di non fare l'affiancamento alla alta velocità, sollevando Autovie Venete dal problema fino all'altezza di San Donà». Allo stato attuale, per la terza corsia esiste solo la procedura di affidamento di incarico per il progetto definitivo, che comprende anche il nuovo casello di Meolo. Anche il responsabile triveneto della Motorizzazione civile, Carmelo Trotta, interviene nel dibattito, invitando a ridurre i limiti di velocità dei camion in arrivo da Trieste. «Sono un radicale, se è vero che il traffico sulla A4 aumenta e sistematicamente a Mestre i camion si fermano per tre ore, perchè non intervenire per ridurre i limiti di velocità da Trieste verso Quarto d'Altino per evitare l'effetto tappo?», spiega. Il concetto che applica Trotta è quello dell'imbuto: se verso velocemente un liquido nell'imbuto, questo fatica a scendere; se procedo lentamente non ho intasamenti. Un concetto che calza a pennello per le dinamiche del traffico. «In Prefettura si sono messi a ridere ma io sono convinto che possa essere utile - continua Trotta - così i mezzi procederanno lentamente ma senza code e inquineranno di meno la città». Vanno fatti i dovuti calcoli, ma per Trotta i limiti, per funzionare, dovrebbero scendere sotto i 70 chilometri orari per il traffico pesante.

Mitia Chiarin