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Il ritorno del «gondoliere de casada»


di Sebastiano Giorgi
 Il «gondoliere de casada» può rinascere come gondoliere alle dipendenze di un albergo. La sentenza del Tar che annulla parte dell’ordinanza comunale che vietava l’impiego della gondola per fini commerciali, ancorchè per l’utilizzo in conto proprio, apre un vivace dibattito in città. Diventa lecito che un albergo possa assumere un gondoliere per portare in giro i propri clienti.
 A vincere questa battaglia è stata Alexandra Hai, che dopo anni di tentativi (per ben due volte è stata bocciata all’esame di gondoliere) si era pure vista multare perché conduceva turisti in gondola per conto di un hotel. Ieri Alexandra si è goduta il momento felice, dopo tante fatiche legali. Ma nella storia di Venezia il gondoliere de casada non è una novità. «Il gondoliere era storicamente una figura alle dipendenze di una grande famiglia o di un’istituzione. La gondola era un mezzo di trasporto e quelli che andavano a rive a caccia di clienti erano un numero residuale. Poi», spiega Gilberto Penzo storico veneziano «l’esplosione del turismo ha negli anni modellato la categoria dei gondolieri com’è oggi, ma non è detto che questo debba essere l’unico modo di usufruire di un giro in gondola». Ovvero potrebbe diffondersi il gondoliere d’albergo? «Perchè no? Peggy Guggenheim fu l’ultima ad avere un gondoliere de casada ed oggi, se gli alberghi rilanciassero questa elegante usanza, sarebbe bellissimo. Magari qualche cliente gradirebbe che lo si andasse a prendere o portare in stazione o a Piazzale Roma in gondola, e così faremmo circolare qualche taxi in meno».
 Opposto il parere del consigliere comunale Michele Zuin. «Sono sconcertato perchè avanti di questo passo vengono messi in discussione tutti i regolamenti e le ordinanze dell’amministrazione comunale. Non vorremmo mica», aggiunge Zuin «che da oggi qualsiasi struttura possa fare servizio di gondola semplicemente perché è in grado di comperarsi una gondola e di metterci sopra una persona con la casacca a strisce orizzontali per portare in giro per i canali i propri clienti?». Meno preoccupato sul tema è invece il presidente dei bancali Roberto Luppi. «Non siamo trincerati a difesa del monopolio, come ha affermato qualcuno. Anzi», sottolinea, «accogliamo questa sentenza con soddisfazione perchè riconosce la necessità che a condurre la gondola, ad eccezione dei raduni remieri, sia solo una persona abilitata per garantire la sicurezza dei passeggeri». E se ogni albergo assumesse un gondoliere? «E’ evidente che c’è un vuoto legislativo da colmare, comunque non siamo a priori contrari: quello che conta è il fatto che a vogare possa essere solo uno che abbia il titolo».