Da scuola a hotel, bimbi sfrattati

Bambini sfrattati per far posto all'albergo. Sale la protesta tra i genitori e le insegnanti dell'ex Ciliota, la scuola elementare in calle delle Muneghe, a Santo Stefano, destinata alla chiusura. Il trasloco nella nuova sede, secondo il Comune, si dovrà fare durante le vacanze di Pasqua. Ma genitori e insegnanti si oppongono. «Assurdo mandare via i bambini a metà anno», dicono, «per loro sarebbe un trauma». Il direttore didattico Riccardo Carlon, è d'accordo. E ha scritto al Comune chiedendo garanzie.
Ma il progetto è già in fase avanzata. Il Comune ha promesso alla Caritas di don Mario Sinigaglia di liberare gli spazi che ha in affitto, oggi occupati da una cinquantina di bambini della scuola materna. Nell'altra ala di quello che era fino a poco tempo fa un convento di suore è stato aperto da qualche anno un albergo con i fondi del Giubileo. Chiaro dunque il destino dell'attuale scuola, con cui l'hotel condivide il giardino interno. «Ma i bambini qui stanno bene, gli spazi ci sono», dicono le maestre.
Una polemica che si trascina da mesi, ma che adesso rischia di esplodere nuovamente. Secondo l'assessorato alla Pubblica Istruzione si tratta di un trasferimento in una sede migliore e rimessa a nuovo nella sede «ex Solesin» in calle Capuzzi, vicino a San Vio. Ma pochi giorni fa, dopo un sopralluogo, le insegnanti hanno inviato un dettagliato rapporto al loro dirigente scolastico. Emerge una lunga serie di mancanze. Vetri che non sono a norma antisfondamento, bagni progettati per i più piccoli dell'asilo nido uno di fronte all'altro, di fatto quasi inservibili, armadi non ancorati al muro, rubinetti non in regola e mancanza di protezioni antitrauma. E poi la promiscuità con l'associazione del piano superiore e con un'altra scuola. Carenze sottoscritte dal dirigente scolastivco, che ha scritto all'assessorato, chiedendo che sia consegnata prima del trasloco la dichiarazione di agibilità dei nuovi locali.
«E' una decisione che non ha senso», protesta la signora Rossella Vianello, portavoce dei genitori, «in ogni caso è contro qualsiasi regola sfrattare dei bambini a metà anno scolastico. Dovranno portarsi via tutte le loro cose e andarsene in una sede a dieci minuti di strada da qui. Si oppongono anche le insegnanti Alessandra Cantoni, Maria Antonietta Barbirato, Milva Vianello e Daniela Cicero, che insieme alle rappresentanti delle famiglie Rossella Vianello e Chiara Bertelli hanno inviato un appello al Comune e al presidente della Municipalità Enzo Castelli. Chiedendo di tornare sulla decisione. «Perché andarcene da qui?», insiste la signora, «chiediamo al Comune di rispettare prima di tutto i diritti dei più piccoli».
Ma l'operazione è giù avviata. E il Comune intenderebbe avviare il trasloco durante le vacanze di Pasqua. «Una vergogna», si arrabbia il consigliere di Municipalità Pietro Bortoluzzi, «il peggio è che è stato votato anche il cambio d'uso di questa struttura. Non si capisce perché bisognerebbe chiudere una scuola dell'infanzia per lasciare posto all'ennesimo albergo per turisti».
E i genitori annunciano: «La protesta non si ferma qui, non intendiamo cedere. La nuova scuola non è a norma, non permetteremo un trasloco insensato». La resa dei conti è fissata per la prossima settimana. (a.v.)