Mala del Brenta, processo aperto

MESTRE. Respinte tutte le eccezioni e si riparte il 4 aprile prossimo con i primi testimoni. Ieri, alla seconda udienza del processo per la mafia del Brenta, il presidente del Tribunale Angelo Risi ha letto nell'aula bunker l'ordinanza che sostanzialmente accoglie le tesi del pubblico ministero antimafia Paola Mossa. Il rappresentante dell'accusa aveva chiesto ai giudici del collegio di proseguire il dibattimento, respingendo le richieste di incompetenza territoriale, di genericità del capo d'imputazione e le altre avanzate dai numerosi difensori che erano intervenuti nella prima udienza.
Anche ieri soltanto una decina su 54 gli indagati presenti: a quelli della volta scorsa si è aggiunto l'ex brigatista Marcello De Cecco, fuggito dal supercarcere di Fossombrone assieme a Felice Maniero. Fu la prima evasione di una serie, quella più clamorosa perchè avvenuta da un penitenziario ritenuto di massima sicurezza: i due riuscirono a entrare nei cunicoli delle fogne e a uscire nel fiume Ombrone, dove li attendevano dei complici, in particolare Giulio Maniero, cugino del boss. Il presidente del collegio giudicante, con la sua ordinanza, ha anche ha ammesso le parti civili, tra cui la Provincia di Venezia. L'ente pubblico ha chiesto il giudizio per il danno d'immagine subito da reati come l'associazione mafiosa e il traffico di armi e droga, che per anni hanno portato a indicare la zona del Brenta come luogo di malavitosi, in un analogo procedimento aveva ottenuto un risarcimento di 200 milioni di vecchie lire dalla banda Maniero, ma non aveva visto un soldo. Per questo il Tribunale ha dato la possibilità all'avvocato Elio Zaffalon, nel caso gli imputati non siano in possesso di beni, di essere risarcito dallo speciale fondo istituito a Roma per chi è vittima della mafia
Dei 54 indagati, due, Giuseppe Arrighi e Giampaolo Manca, hanno visto stralciare la propria posizione. Andranno a giudizio con rito abbreviato davanti al giudice dell'udienza preliminare il 20 luglio prossimo, un iter processuale che avevano già scelto per ottenere lo sconto di un terzo sulla pena, ma che era stato bocciato in udienza preliminare. Il procedimento si annuncia lungo, considerato che verranno chiamate a testimoniare 193 persone, cui vanno aggiunti 26 tra pentiti, collaboratori di giustizia e coimputati usciti dal processo dopo il giudizio con rito alternativo. Nell'elenco dei 26 figura anche Felice Maniero - pentito che vive sotto copertura - che per questo procedimento ha patteggiato davanti al giudice Roberta Marchiori due anni di reclusione. Il presidente ha cosi fissato le udienza di aprile, dopo il 4, quelle dell'11, del 18 e del 20.
Gli imputati sono chiamati a rispondere di associazione a delinquere, rapina, il traffico di stupefacenti e di armi ed esplosivi, corruzione e sequestro di persona. (g.c.)