17 ottobre 2006 —
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sezione: Attualità
MILANO. «Io credo che Alitalia potrà avere un ruolo in futuro». Parole di Romano Prodi, ieri a Madrid, che oggi tornerà a Roma e a Palazzo Chigi incontrerà Giancarlo Cimoli, il numero uno della compagnia che, solo nei giorni scorsi, aveva detto: «Più voliamo e più perdiamo». Dunque non sarà un confronto facile (lo stesso capo del governo aveva parlato di «situazione completamente fuori controllo»).
«Se Alitalia proseguirà da sola o con altre imprese (con riferimento alle alleanze, n.d.r.) lo decideremo nei prossimi mesi», dice il premier. E poi: «Le possibilità di impresa sono ancora molto forti». Prodi non può non ricordare che «i limiti dellUnione Europea sono tali da non poter dare sussidi. Stiamo quindi riflettendo sulla soluzione da seguire e mi sono preso tempo fino al 31 gennaio. Allora decideremo. Mi dispiace che non si siano prese decisioni prima, perchè abbiamo perso moltissimo in termini relativi in questi anni».
Cimoli, invece, punta tutto sul documento che presenterà al governo. Sono 115 pagine nelle quali è disegnato il percorso di risanamento da qui al 2009. Alitalia (questo, almeno, nelle intenzioni del suo amministratore delegato) dovrebbe acquistare nuovi aerei (una trentina gli Airbus in lista) per aumentare le nuove basi operative in Italia: una novità potrebbe essere il collegamento Bologna-Napoli-Catania (e Palermo), ma anche il Venezia-Palermo.
Sul lungo raggio Alitalia utilizza i Boeing 767 e 777 (sono previsti nuovi aerei) che dovrebbero volare da Fiumicino per New York, San Paolo e Tokio (ora questi voli vengono effettuati da Malpensa), e da Malpensa verso Los Angeles, Montreal, Tel Aviv e Osaka.
Sullincontro Prodi-Cimoli interviene il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. «Sarà un passaggio nodale - dice - per capire quale atteggiamento lazienda intende assumere rispetto alliniziativa del governo, ed in particolare del presidente del consiglio che ha assunto personalmente la responsabilità». Dunque, da oggi il governo incontrerà tutti i soggetti interessati (azienda, sindacati, entio locali). «Poi - dice Bianchi - si dovrà superare la fase dellannuncio e mettersi a lavorare. Di Alitalia possiamo ricominciare a parlarne fra un po, altrimenti ripetiamo sempre le stesse cose». «Devono finire - conclude Bianchi - le intrusioone della politica nellazienda, come invece è accaduto in passato».
In attesa del vertice e del consiglio di amministrazione di Alitalia, previsto per giovedì, sul tema intervenono sindacati e partiti. «Prima bisogna definire il piano industriale e solo dopo discutere di allenaze», di Renata Polverini dellUgl (il sindacato vicino alle posizioni di AN). Invece la Lega Nord torna a parlare di Roma ladrona. «Il problema di Alitalia non è Malpensa - dice Calderoli - e la società andrebbe chiusa in modo da far partire qualcosa di nuovo».
«Non esiste un piano contro Milano e Malpensa», interviene Luigi Zanda (Margherita) in difesa di Rutelli. Sullo scontro Fiumicino-Malpensa, lo stesso Rutelli spiega: «E stucchevole riproporre lidea di un derby. Io ho parlato di liberalizzazione dei voli, di complementarietà tra aeroporti e di nuove alleanze che guardano ad Est». «Tutto dobbiamo fare, meno che la guerra Roma-Milano», è lidea di Walter Veltroni mentre il presidente della Regione Lazio insiste: «Il rilancio di Alitalia non può non passare anche su Fiumicino. Il nostro obiettivo deve essere la crescita del sistema Italia». Ma Paolo Romani, vicecapogruppo di Forza Italia, replica: «Decidere che Fiumicino è laeroporto di riferimento è decretare il fallimento dellazienda. E come aprire un negozio dove non ci sono clienti».
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Gigi Furini