E' morto Giulio Bonafin (72 anni), "il rosso" indistruttibile

MESTRE.Giulio Bonafin, ex attaccante del Venezia di serie A negli Anni Cinquanta, è morto ieri alle 13 nell'ospedale Umberto I di Mestre. Aveva 72 anni. Nonostante l'impegno e l'abilità dei medici che lo stavano operando al cuore, non ha retto allo sforzo dopo quattro ore di sala operatoria. Bonafin, che una volta chiusa la carriera ha fatto l'allenatore, è stato un ottimo giocatore e nel suo curriculum, oltre agli esordi neroverdi, vanta anche Bologna (con la quale rifilò una doppietta alla Juve di Sivori), Vicenza e Udinese. Veneziano doc, Bonafin tirò i suoi primi calci ad un pallone di carta sotto casa, in campo Santa Maria Formosa (dove giovedi 21, alle ore 11, si svolgeranno i funerali) nel quale, amava raccontare essere stato scoperto e reclutato come calciatore. La carriera di Bonafin era nata in neroverde e l'ironia del calcio volle che, l'ultima volta che giocò una partita a Venezia, fosse da avversario nel 1962 quando, con l'Udinese (era capitano con un esordiente Dino Zoff in porta), perse 2-1. «Una persona molto disponibile, che in campo dava tutto quello che aveva - ricorda Giorgio Granzo, presidente dell'Associazione Venezia club - e questo lo abbiamo capito tutti anche se ha giocato solo un anno nel Venezia. Dimostrava sempre la sua massima disponibilità - continua Granzo - e si buttava a testa bassa in ogni partita, al Venezia fu un centravanti di tutta grinta, lo chiamavano 'il rosso"».
Il suo punto debole erano le ginocchia, ma Bonafin non si faceva fermare dal dolore: a San Siro, con una tibia rotta prosegui la sua corsa fino in rete, dopo il gol stramazzò a terra, ma quell'azione è la testimonianza dell'incrollabile volontà di un giocatore che di sé si preoccupava solo dopo aver dato l'impossibile.
A Bologna, oltre ad aver segnato molti gol, conobbe Mirella, che nel 1962 divenne sua moglie e dalla quale ha avuto due figli, Barbara e Julius. Ha fatto anche l'allenatore, sulle panchine di Brindisi, Triestina, Portogruaro, Clodia, Liventina, Noventa. «Un uomo sempre pronto al dialogo - lo ricorda il figlio Iulius - si intratteneva volentieri con le persone che per strada lo riconoscevano».
(Vittorio Tonon)