Zerbini, cuore aretino: «E' la partita... contro i ricordi»

MESTRE.Partita del cuore per Francesco Zerbini. Toscano, e va bene, ma non solo. Il centravanti del Venezia è nato prorio ad Arezzo, e ha anche giocato nel club amaranto prima di spiccare il volo, appena quattordicenne, verso Perugia. Ad Arezzo risiedono ancora i suoi genitori, forse l'emozione sarebbe stata maggiore se la partita si fosse disputata in Toscana, comunque l'intreccio è quanto mai accattivante per Francesco Zerbini.
«Qualunque fosse stato l'esito del confronto tra Perugia e Arezzo, avrei rivisto un pezzettino del mio passato - sottolinea l'attaccante arancioneroverde - va bene, quindi, anche l'Arezzo. Sarà una bella partita, e noi possiamo provare a regalarci la partita contro l'Udinese. Mi ricordo che quando ero nelle giovanili dell'Arezzo facevo il raccattapalle durante le partite della prima squadra, quest'anno al Venezia ho rivisto un volto noto, che risale a quei tempi, quello di Paolo Favaretto che giocò una stagione in Toscana. Ci fu poi il fallimento, noi ci ritrovammo liberi, e andai al Perugia, iniziando a girare l'Italia».
Un'occasione in apertura contro il Treviso, poi un lavoro oscuro, pressione sui difensori, chiusura degli spazi altrui, ricerca dei varchi, sponde per i compagni, movimenti magari poco visibili dalla tribuna, ma estremamente importanti in campo. «In effetti è stata una partita di grande sacrificio - ammette Francesco Zerbini - non solo da parte mia. E credo che anche contro l'Arezzo la partita avrà più o meno la stessa fisionomia».
Venezia che, dopo aver eliminato il Treviso grazie all'eurogol di Mattia Collauto, prova ad effettuare il bis contro l'Arezzo di Antonio Conte. «Affrontiamo sempre una squadra che parteciperà al campionato di serie B - osserva Zerbini - noi ci teniamo a ben figurare davanti ai nostri tifosi, e non lasceremo nulla di intentato per portare a casa anche questa partita, qualificazione compresa. Non va però dimenticato che queste partite ci servono soprattutto in vista del campionato, per provare schemi e automatismi, ma anche per capire la nostra consistenza. Treviso e Arezzo sono di caratura superiore a tutte le squadre affrontare in amichevole. Sarebbe bello andare avanti anche perché in questo modo riusciremo a regalare ai nostri tifosi una parentesi da serie A. Bilancio del primo mese? Più che positivo, siamo un bel gruppo». (m.c.)