15 luglio 2006 —
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Provincia
MIRA. Torna dattualità il futuro del distretto sanitario di Mira. Dopo le polemiche innescate negli anni scorsi per lo spostamento adesso intervengono, con un comunicato bipartisan, i consiglieri regionali Gianpiero Marchese (Ds) e Francesco Piccolo (Udc). Secondo i rappresentati del consiglio regionale bisogna quanto prima trovare una nuova sede al distretto ora ospitato in villa Lenzi. «E necessario - spiegano Marchese e Piccolo - che lAsl 13 trovi una nuova sede in grado di rispondere in termini logistici aumentando gli spazi disponibili per le attività distrettuali e in materia di sicurezza».
Con questo invito i consiglieri regionali si fanno portavoce di un appello alla direzione generale dellAsl 13 affinché ponga tra le sue priorità lindividuazione di una nuova sede per il distretto di Mira. I motivi dello spostamento sono linadeguatezza dei posti auto e la mancanza di sicurezza per la vicinanza con la Brentana. «Lattuale sede in villa Lenzi Solveni - rilevano Piccolo e Marchese - manca di adeguati parcheggi, sia per il personale sanitario che vi opera che per gli utenti costretti a sostare lungo la trafficata Statale 11 con evidenti disagi in termini di sicurezza».
Nei mesi scorsi era emersa la possibilità di spostare il distretto nella zona dellex hotel Venezia, ma poi il tentativo era fallito. Per i consiglieri è tempo in ogni modo di formulare altre ipotesi e concretizzarle anche perché la realizzazione di un nuovo distretto potrebbe essere di aiuto per il piano di rinnovo dellAsl. «Siamo convinti - specificano - che il potenziamento e rafforzamento dellAsl 13 in un discorso più ampio di area vasta passa anche per una nuova sede del distretto sanitario di Mira. Una nuova sede permetterebbe da un lato il decongestionamento dellospedale riconfigurando lattività di specialistica ambulatoriale di primo livello in diretta integrazione e a supporto della medicina di base, mantenendo il secondo livello a carico dello specialista ospedaliero e dallaltro il potenziamento del concetto poliambulatoriale le cui specialità verranno individuate in relazione ai bisogni e concordate con la medicina di base. Il nuovo immobile potrebbe inoltre ospitare anche altre attività, come la farmacia comunale, secondo una logica di servizio globale».
(Giacomo Piran)