Morta a novant'anni Andreina Carli Attrice della compagnia Baseggio

E' morta mercoledì mattina, all'età di 90 anni, la storica attrice veneziana Andreina Carli, una delle ultime esponenti della scuola delle compagnie venete. «Con la sua scomparsa - commentano in molti nel mondo del teatro - si chiude una stagione che non è mai stata eguagliata». Carli, nata a Venezia, era ospite della casa di riposo Ca' di Dio da alcuni anni. Con le compagnie teatrali Baseggio e Micheluzzi portò, in tutta Italia, negli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale, il dialetto veneto e la poesia delle sue commedie. In quegli anni si sposò con Tonino Micheluzzi (mancato 15 anni fa) da cui, oltre una cinquantina di anni fa, ebbe un figlio. Oltre al teatro, nella sua lunga carriera ci fu il cinema. Con «Il Carnevale di Venezia» nel '40 (regia di Giuseppe Adami e Carlo Gentilomo), «Fiori d'arancio» del '44, «Trent'anni di servizio» del '45 (regia di Mario Baffico), «Il tiranno di Padova» l'anno successivo (per la regia di Max Neufeld) e, infine, «Chi lavora è perduto» del '63 (con la regia di Tinto Brass). «Mi addolora la sua morte - dice il regista veneziano Brass - ricordo quando la vedevo passare in riva sotto casa mia ed era bello. Quando accettò di lavorare nel mio cast - continua Tinto - fu un grande onore». «Quelli come lei - sottolinea il regista - erano teatranti veri, che si calavano in personaggi grotteschi con una bravura che oggi si sognano: altro che actor studios». Brass, che rimpiange le capacità dell'attrice e «degli artisti di quell'epoca», conclude dicendo che: «Erano molto più spontanei, originali e mai banali. Una capacità che molti, troppi attori di oggi, che spesso appaiono "stonati", non sanno avere».
(Vittorio Tonon)