04 giugno 2006 —
pagina 23
sezione: Nazionale
La sua memoria si è fissata su un nome, Steve Lee, ed una data: 14 aprile 1967. Ma non sa dire come si chiama. Un uomo, di nazionalità straniera, da mesi viene aiutato dai volontari del progetto «Venezia e i suoi senza fissa dimora». Nellestate del 2005 si è rivolto ai volontari nella stazione ferroviaria di Mestre perchè aveva perso i documenti. Ha trovato un letto, alla Casa dellospitalità, e leggendo tanti libri ha imparato anche litaliano. Ma non si ricorda affatto chi è. Anche la trasmissione di Rai Tre «Chi lha visto» si è occupata del suo caso, che dopo mesi resta un mistero per tutti.
I Servizi sociali di Mestre da mesi si prendono cura di un uomo, a quanto pare di nazionalità straniera, che avrebbe perso la memoria. Lui dice di non ricordare come si chiama. Sa dire un nome, Steve Lee, ed una data, 14 aprile 1967. Ricorda anche una città, New York. Non va oltre, nella sua mente cè il buio.
Non sa collegare questi pochi dati che ricorda con la sua vita passata, non sa dire insomma chi sia davvero. I volontari della cooperativa Gea che lavorano per il Comune nel progetto «Venezia e i suoi senza fissa dimora» lo hanno incontrato nella stazione di Mestre nellestate del 2005 mentre era alla ricerca dei documenti che aveva smarrito. Gli accertamenti finora condotti non hanno permesso di risalire alla sua identità. Si è tentato con la questura e lufficio immigrazione, con gli ambienti universitari. Niente, ora si giocherà la carta del coinvolgimento delle ambasciate, come quella americana, attraverso lassociazione degli «avvocati di strada» che collaborano con la rete che assiste ogni giorno i senza tetto della città. Ma Steve, come è stato ribattezzato da tutti, nel frattempo non è stato lasciato solo. A Mestre ha trovato un letto, presso la Casa dellOspitalità di via Spalti (la struttura fornisce anche un indirizzo ai senza tetto che così non sono più considerati dei senza fissa dimora), e coltiva una passione, quella della lettura che lo porta spesso in biblioteca e che gli ha permesso di imparare qualche parola di italiano. A Mestre si è fatto anche qualche amico.
La sua storia è stata raccontata a tutta Italia dalle telecamere di «Chi lha visto» agli inizi di marzo: lui stesso ha rivolto degli appelli in inglese, francese ed italiano per chiedere laiuto di chi potrebbe riconoscerlo, per riacquistare la memoria. La sua scheda è stata tradotta anche in inglese. Segnalazioni sono arrivate anche dallestero ma nulla di concreto. La sua foto e il video con il suo appello ora sono da mesi a disposizione di tutti nel sito internet della trasmissione, sotto il titolo «Chi riconosce questuomo». Sempre nellestate 2005 il mondo si commuoveva per la storia di «Piano man», il pianista smemorato ritrovato in Inghilterra. In realtà, si scoprì pochi giorni dopo, si trattava di un ragazzo tedesco che aveva tentato il suicidio. Lavorava con soggetti psichiatrici e ne aveva copiato gli atteggiamenti. Il mistero delluomo senza memoria di Mestre dura invece da molto più tempo.
«Abbiamo davvero fatto di tutto, abbiamo anche contattato luniversità per capire attraverso laccento quale potrebbe essere la sua nazionalità. Il suo è un accento che potrebbe ricordare quello tedesco - spiega uno dei volontari - Adesso viene seguito anche dai medici dellospedale di Mestre, per tentare di curare lamnesia che lo ha colpito». I volontari definiscono Steve una persona colta, che sa leggere anche il cinese e larabo. Comprende anche il tedesco ma quella è una lingua che parla con riluttanza, perchè la associa a qualcosa di negativo. Forse uno dei tanti ricordi che ha voluto cancellare.
«Continueremo senzaltro ad assisterlo, nella speranza che riesca a ritrovare presto la memoria - spiega Marino Costantini, dirigente delle Politiche Sociali del Comune -area Adulti - nelle sue condizioni ha avuto una gran fortuna nell incontrare i nostri volontari, che tutti i giorni svolgono un servizio fondamentali per i soggetti deboli della nostra città».