Il ponte strallato della nuova Marghera

MARGHERA.La zona portuale si è arricchita di una nuova struttura, quel ponte strallato che, una volta aperto, contribuirà ad allegerire il traffico urbano di tutto il quartiere, liberando gran parte delle strade cittadine dal traffico pesante. In attesa che siano ultimate le opere complementari (in primis l'allargamento di via dell'Elettricità) il ponte è entrato di diritto tra i simboli della «nuova Marghera», ben visibile con i suoi trenta metri di pilone portante da buona parte del territorio. Il ponte, con la sua campata unica e il fascio di cavi che lo sorregge ha già parecchi estimatori, non ultimo un maestro di scuola materna, Luigi Tiriticco, appassionato di fotografia che nel proprio sito internet www.fotologie.it ha già immortalato altri angoli di quella Marghera industriale in gran parte destinata a sparire. Accanto a vecchi capannoni e binari abbandonati ecco invece le immagini di ciò che di nuovo sta sorgendo, «emergenza architettonica» - come si dice in termine tecnico - di tutto rispetto. Una serie di immagini che inseriscono il ponte in un contesto particolare, accanto a tutti quegli elementi che ne caratterizzano la dislocazione e il suo futuro utilizzo. Luigi Tiriticco si è sbizzarrito a fotografarne le agili forme, la sinuosità della campata, la leggerezza dei sostegni da ogni angolatura, trasformandolo, ancor prima della sua apertura, in un tratto assolutamente distintivo di tutta la zona produttiva e portuale. Il ponte strallato ha un impatto deciso con tutto ciò che lo circonda, modificando radicalmente la complessa skyline di Marghera, fino ad oggi caratterizzata dalle ciminiere e dalle enormi gru dei cantieri navali. (ro.ma.)