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Berlusconi batte Prodi, ma è solo il sorteggio


di Vittorio Tonon
 Berlusconi batte Prodi sullo sprint. Ma non ci sono meriti o preferenze: si tratta solo del risultato dei sorteggi per l’ordine di lista delle coalizioni sulle schede elettorali per la Camera della circoscrizione 2 (Venezia, Treviso e Belluno). Il sorteggio è stato doppio, prima sono state estratte le coalizioni e le liste non collegate. Il risultato è stato: Berlusconi primo, Prodi secondo e Progetto Nordest terzo; successivamente è stato assegnato il numero d’ordine ai contrassegni delle liste all’interno delle coalizioni. Il caso ha voluto (e sicuramente il Cavaliere auspica lo stesso anche per il giorno delle elezioni) che il simbolo di Forza Italia sia uscito primo per la sua coalizione. Subito dopo il partito del premier, al secondo posto, si trova l’ombra della Balena Bianca (Democrazia Cristiana Nuovo Psi), seguita a sua volta dall’Udc. Chiudono la lista dei partiti della Casa delle Libertà: Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini all’ottavo posto, Alleanza Nazionale al nono e Lega Nord al decimo. La lista di Romano Prodi parte invece con la Rosa nel Pugno e Italia dei Valori Lista di Pietro che sulla scheda elettorale saranno all’undicesimo e dodicesimo posto. L’Ulivo è solo al diciottesimo posto, prima di Liga Fronte Veneto e I Socialisti, preceduto dalla Federazione dei Verdi, Popolari Udeur, Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista e Pensionati Italiani. Ultima, al ventunesimo posto, la lista Panto Progetto Nordest, che si è presentata fuori dalle coalizioni. Il sorteggio si è tenuto venerdì 10 presso la Corte d’Appello di Venezia dalle 11 di mattina a mezzogiorno e 17. Undici in tutto erano i delegati presenti (tra ritardi e contrattempi) e, come era prevedibile, non sono mancati mugugni e scontento tra i politici, ma, si sa, i sorteggi sono imperscrutabili. Se non altro, da anni, non c’è più bisogno di fare le gare per arrivare primi a presentare la lista, con buona pace dei Comunisti Italiani che quest’anno la presentarono per primi. Il 9 e 10 aprile gli elettori si troveranno di fronte a due schede di 40 per 22 centimetri ciascuna, una per la Camera e l’altra per il Senato. Chissà se i cittadini concorderanno sul fatto che «questa sia una delle più semplici schede elettorali che siano state presentate» come ha detto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu. Una cosa è sicura: il rischio di confondere i simboli di alcuni partiti c’è e quindi chi vorrà apporre la crocetta per il partito della Mussolini o per quello di Fini, quando non invece per quello di Bertinotti o di Diliberto, tenga ben aperti gli occhi. Non a caso Rifondazione, proprio in occasione delle Politiche, ha modificato il proprio simbolo rendendolo più riconoscibile. Attenzione deve fare anche chi desidera votare per i pensionati, dal momento che Pensionati Uniti è al quarto posto nel Centro destra, mentre Partito Pensionati si è schierato con il Centro sinistra e occupa il tredicesimo posto in lista. Le liste, sia per la Camera che per il Senato, erano state presentate domenica e lunedì scorsi, la prima giornata era stata movimentata, ma priva di visite illustri in Corte d’Appello. Fino a sera, quando l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini (ccordinatore veneto di FI), è arrivato a palazzo Cavalli, alle 19 e 10, portando con sé gli elenchi e dicendo che i nomi erano stati decisi la mattina stessa a Roma. Perché questa precisazione? Non sembra improprio supporre che lo stesso Ghedini avesse ben chiaro quello che di lì a poco si sarebbe scatenato. La decisione dei vertici del partito del premier, infatti, hanno innescato una serie non ancora sopita di polemiche all’interno del partito stesso. Polemiche non indolori visto che nei giorni successivi la burrasca è sfociata in accuse di pulizia etnica portate dagli ex Dc, esclusi da posizioni sicure, Luciano Falcier e Paolo Dalle Fratte.
 Adesso giochi fermi fino a domani quando sarà la volta del sorteggio dei simboli per il Senato. Le liste per palazzo Madama sono su base regionale.