21 febbraio 2006 —
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sezione:
Nazionale
Sono stati abbattuti ieri, per «salvaguardare lincolumità pubblica», i primi 10 dei 17 tigli malati e a rischio di crollo di viale Garibaldi. Oggi, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, Vesta continuerà il lavoro eliminando anche gli altri sette alberi rimasti. Il comitato di viale Garibaldi, invece, torna alla carica chiedendo che lazienda comunale sostituisca subito le piante abbattute con altre di dimensioni considerevoli e lancia lallarme per la salvezza di quattro tigli e dei cespugli dei giardini della rotonda. «Bisogna impedire la realizzazione dei muretti perimetrali della zona verde - sostengono i rappresentanti dei residenti del quartiere - per evitare che gli scavi per le fondamenta del manufatto danneggino le radici».
I rappresentanti del comitato, oggi alle 18.30, si recheranno in municipio, per fare le proprie richieste al Consiglio di Municipalità di Mestre centro. La questione dellabbattimento dei 17 tigli con tutte le polemiche seguite, è nata quando allinizio del mese Vesta aveva annunciato una campagna di eliminazione di 60 alberi in città, tra cui i 17 tigli di viale Garibaldi. A quel punto erano nate le contestazioni da parte del comitato di residenti, ma osservazioni critiche erano state fatte anche dal verde Gianfranco Bettin e dal leader dei Verdi Colomba Michele Boato. In particolare era stato contestato la mancata informazione preventiva alla cittadinanza prima della partenza degli abbattimenti, come previsto dai regolamenti. A quel punto su richiesta della Municipalità di Mestre centro, erano state fermate le seghe ed era stata convocata unassemblea pubblica in cui un consulente di Vesta, il forestale Paolo Pietrobon, aveva spiegato che i 17 tigli erano gravemente minati da funghi carpofori, che avevano creato delle cavità allinterno dei tronchi, tanto da farli diventare a instabili. Vesta aveva fatto analizzaree 61 tigli in viale Garibaldi, era emerso che 17 alberi, quelli eliminati tra ieri e oggi, erano ad alto rischio di caduta (categoria D) mentre altri 32 si avvicinano a una situazione critica. Infatti, 20 tigli sono stati inseriti nella classe di rischio caduta C e 12 in quella C/D.
Nei giorni scorsi avevamo chiesto a Vesta quali misure intendesse prendere, per salvare questi 32 alberi in bilico: la risposta è stata che questi tigli saranno tenuti sotto controllo e quando raggiungeranno la fascia di rischio massima, saranno abbattuti.
«E desolante - commentato i responsabili del comitato di viale Garibaldi - che i 17 tigli, che sono stati abbattuti, non siano stati curati, quando si era in tempo per farlo. Inoltre, è assurdo che la stessa prospettiva si presenti anche per altri 32 alberi. In poco tempo, ci troveremo quasi senza piante ad alto fusto. Da una parte crediamo che chi si occupa di verde pubblico dovrebbe preoccuparsi di mantenere in buona salute gli alberi oltre che di abbatterli. Dallaltra la Soprintendenza avrebbe dovuto vegliare, per impedire che si arrivasse ad un simile stato di degrado dei tigli vincolati del viale.».
«Un consulente di Vesta ha detto che molti tigli si sono ammalati perché erano stati danneggiati da scavi e lesioni sotterranee conseguenti ad alcuni lavori pubblici. E allora speriamo che a Mestre simili vicende non si ripetano più», concludono i responsabili del comitato.