Venicemarathon, venti anni mondiali

ROMA.Alla prima edizione, datata 18 maggio 1986, si contavano appena 713 atleti. Il prossimo 23 ottobre, quando le candeline da spegnere saranno venti, ai nastri di partenza si presenteranno in più di 7 mila (tra cui 700 donne e 1500 stranieri). La Venicemarathon, la 'grande classica d'autunno", brinda al suo ventennale e lo fa in connubio con l'esercito.
La maratona di Venezia, infatti, quest'anno ospiterà il campionato mondiale militare della distanza (42,195 chilometri). Diciannove i paesi in gara. Ancora sconosciuti i nomi degli atleti partecipanti, ma in totale saranno 90 i militari in gara. Nelle fila della squadra italiana, tra gli altri, filtrano i nomi di Ingargioli, Di Cecco, Minnici. Assenti a sorpresa, invece, i dominatori attuali della specialità, etiopi e keniani. L'organizzazione parla di difficoltà finanziarie. Chissà che la defezione dei temibili africani non sia l'occasione giusta per rivedere sul podio più alto un italiano.
La vittoria in ambito femminile manca dal 1999 (Sonia Maccioni), mentre in quello maschile il nastro della memoria, per trovare un maratoneta di casa, si deve riavvolgere fino al ‘95: dieci anni fa a tagliare il traguardo per primo fu Danilo Goffi.
La maratona di Venezia si è guadagnata nel tempo fama e prestigio. Rientra nel gruppo 'A" delle maratone a livello mondiale su giudizio della FIA (Federazione Internazionale di Atletica Leggera), 'dove eravamo gli unici rappresentanti dell'Italia fino all'anno scorso, quando si è aggiunta anche Milano", ricorda Enrico Iacomini, presidente della manifestazione.
Nell'albo d'oro figurano nomi dell'atletica italiana come Salvatore Bettiol (primo nelle prime due edizioni), Orlando Pizzolato, Gelindo Bordin (oro olimpico a Seul nel 1988). Ma c'è di più. Venezia ha sancito il battesimo nella maratona per il mattatore di Atene 2004, Stefano Baldini, e per Danilo Goffi (secondo lo scorso anno) dietro al formidabile keniano Raymond Kipkoech.
Accogliendo la richiesta di ospitalità dal mondo militare, inoltre, Venezia ha raggiunto un altro piccolo successo: 'Sport militare e civile spesso non dialogano. Questa manifestazione è importante perché va in una direzione di apertura", afferma con soddisfazione il presidente del Consiglio Internazionale dello Sport Militare, Gianni Gola. E poi c'è lo scenario suggestivo di Venezia che 'coniuga il fascino della città più romantica al fascino dello sport più epico".
Una corsa epica perché l'origine leggendaria risale alle guerre persiane del V secolo a.C., romantica perché l'arrivo a Riva dei Sette Martiri, a pochi metri da Piazza San Marco, vale da solo la partecipazione alla maratona. Il percorso coinvolgerà anche Stra (partenza da piazza Marconi), la Riviera del Brenta, Marghera, Mestre, fino a raggiungere il serpentone d'asfalto del Ponte della Libertà. (Daniele Sergi)