I tifosi: «La squadra ora è in mano a gente seria»

VENEZIA.«Arnaldo, è finito tutto. Hanno venduto il Venezia». Chi parla al cellulare è Luciano Romor, fratello del Bae, e dall'altra parte ad ascoltare c'è Arnaldo Loja, uno dei leader della curva unionista. La telefonata rende bene l'attesa vissuta dal popolo arancioneroverde in questi giorni. Ora che il Venezia è di Marinese e del suo gruppo, anche i tifosi tirano un sospiro di sollievo. «Sono contento che la società sia del gruppo Guaraldo», afferma Massimo Parolisi, «questi hanno senz'altro più soldi di Boscolo. Dura ricominciare dalla C/2? Perché mai, se non ve lo siete dimenticato anche la grande scalata verso la serie A partì da questa categoria. Alla nuova dirigenza deve andare da subito tutto l'appoggio della tifoseria». Contento dell'esito dell'asta anche Giulio Rigo. «Speriamo che ora si possa veramente ricominciare da zero», spiega il giovane, «l'impressione è che adesso la squadra sia in mano a gente seria». Non si sono solo i giovanissimi a tifare per la nuova proprietà, ma anche chi ha vissuto la storia del vecchio Venezia, quello neroverde pre-fusione. «Il bello comincia adesso», afferma Giovanni Veglianetti, un passato di tecnico nel settore giovanile veneziano, «finalmente la società è in mani sicure».
Ieri è stata la grande giornata anche di Andrea Manzo, Andrea Seno e Renzo Ongaro, tre figure che hanno coadiuvato in questi giorni il curatore fallimentare Nerio De Bortoli, che alla fine li ha definiti «i suoi tre re magi». Resta da capire come si comporterà la nuova proprietà nei loro confronti. «Abbiamo un appuntamento con il gruppo di Marinese lunedì mattina», spiega Ongaro, «in precedenza avevamo preparato due programmi, a seconda degli obiettivi della nuova società decideremo come muoverci sul mercato. Sono stato contento di poter dare una mano, il mio però non era e non è un incarico stabile». Soddisfatto anche Andrea Manzo. «Oggi per il Venezia è arrivata una notizia positiva», dice il tecnico, «l'importante era che chequalcuno acquistasse la società. La città si è svegliata? Mi auguro di sì, adesso però bisogna continuare su questa strada e c'è bisogno di tutti». In attesa di novità Andrea Seno. «Per noi», afferma, «non cambia nulla». (m. t.)